Selvaggia Lucarelli e Lilli Gruber: primo tempo. Ovvero questa o quella per me pari sono

Due donne che potrei definire diversamente, ma io sono educato, si sono impegnate in questi ultimi giorni a sfatare il mito di una sinistra buonista contrapposta ad una mitica destra fascista e, per definizione, violenta, discriminante, razzista, omofoba e via cantando.

Due giornaliste, indubbiamente belle donne ed altrettanto indubbiamente, faziose, soprattutto protagoniste nell’esercizio dell’odio, del disprezzo: l’una nei confronti della libertà di espressione, di pensiero, entrambe accomunate dal disprezzo nei confronti degli omosessuali e di chi ha difetti fisici, a parole difesi ma in realtà  discriminati, esattamente come farebbero due islamiche arrabbiate e fanatiche. Due personaggi che richiedono due distinte riflessioni: comincio con la Lucarelli, sguardo furbo di chi se la crede, che se non litiga o offende qualcuno sembra che le manchi la ragione stessa di vita: questa fa la giurata in un programma TV per giudicare come ballano alcuni personaggi ma, dato che è quella che è, una odiatrice seriale che si sente superiore a chiunque altro, va oltre il suo ruolo e discetta su tutto l’umano sapere anche se dà il meglio di sé su ciò che non sa, evidentemente guidata dall’istinto (non si sa se femminile o animale), quello della nazista inconsapevole. Cosa, come e con chi avere a che fare non è un problema per questa signora che dell’odio e del disprezzo ha fatto la sua religione: e così, solo per citare gli ultimi suoi conati di odio, fa le pulci a Pappalardo, Morgan, Mussolini e chiunque altro abbia un pensiero, un’opinione diversa dal suo aristotelico “ipse dixit”: lei sta su e, dall’alto di una classe indubbiamente superiore, quella dell’odio totale, “… giudica e manda secondo ch’avvinghia”. Non poteva dunque mancare l’attacco a Signorini e così commenta l’esercizio del diritto di manifestare il proprio pensiero di un cittadino italiano sancito dalla Costituzione usata a giorni e fasi alterne “…anziché a Giucas Casella, nel silenzio generale delle donne in studio, queste frasi valle a dire a chi è costretto all’aborto terapeutico, alle vittime di stupri etnici, alle donne che scelgono in piena libertà e a chiunque abbia una storia un po’ più complessa da raccontarti…concludendo con “… Il moralismo ortodosso urlato al megafono del reality dal conduttore omosessuale pro life, ci mancava solo questo”, sottolineando l’essere omosessuale di Signorini! A questo esempio di insulto alla Costituzione si associa anche “sora Laura” che, in qualità di ex presidente della Camera dovrebbe conoscere la Costituzione ma preferisce adattarla ai suoi pensieri “Un motivo in più per continuare a non guardare il GF vip. A noi donne nessuno può imporre quello che dobbiamo fare. Abbiamo lottato per avere una buona legge sull’aborto confermata anche da un referendum. Signorini, giù le mani dalla 194”. Che dire di queste prese di posizione se non che sono l’espressione più evidente del loro concetto di democrazia che può essere tranquillamente violentata dalle loro libere interpretazioni

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: