9 Novembre

Sotto silenzio è stata “celebrata” la data del nove novembre, la data dell’abbattimento del Muro della Vergogna che, ad ascoltare il democraticissimo PD, sembrerebbe essere stato innalzato da un ignoto “Mazzamarello”. Ignote le sue origini che risalgono a 32 anni fa: meno ignote le vittime che i “Vopos” hanno sulla coscienza, coscienza di comunisti, volubile ed incapace di fare i conti con il passato che vorrebbero dimenticare, cancellare, come l’accoglienza dei profughi istriani a Bologna, come le vendette dei partigiani in Emilia-Romagna, come la repressione in Ungheria e Cecoslovacchia. Mai una parola di vero pentimento, mai una parola per le vittime, come per gli  insorti ungheresi in un silenzio quasi tombale, a cominciare dal nostro “piccolo padre”, Giorgio Napolitano, che della repressione tracciava un quadro fazioso, esultando per l’intervento dei carri armati sovietici. Tornando al Muro, ricordo Togliatti, e tutta la mala genia di comunisti che del muro di Berlino non potevano dire che non esistesse ma lo definivano una costruzione per impedire l’accesso ai capitalisti invece di dire che la gente scappava, fuggiva rischiando la vita per non sottostare ad un regime, quello comunista, anche peggiore di quello nazista. Se avessero potuto avrebbero costruito un muro anche sul cielo di Berlino come testimonia  il ponte aereo che gli alleati furono costretti ad attivare perché l’URSS, i komunisti, chiusero tutte le utenze di acqua, luce gas nel settore occidentale della città disattendendo, come al solito, accordi sottoscritti (Potsdam). Un ponte aereo durato 425 giorni dal 24 giugno 1948 al 12 maggio del 1949 ma protratto fino al 30 settembre 1949 dubitando della lealtà dei sovietici: riuscirono così a sfamare, riscaldare, vestire e curare la popolazione grazie a 278.228 missioni, Così si registra oggi, ancora oggi, la dichiarazione di Deborah Serracchiani, Capogruppo del PD alla Camera che, con la faccia di tolla tipica dei komunisti sotto mentite spoglie, diffonde un messaggio che è la quintessenza dell’ipocrisia “Il 9 novembre di 32 anni fa cadeva il Muro di Berlino. Nel corso di questi anni troppi altri muri, sia fisici sia mentali, sono stati e continuano a essere eretti, dividendo i popoli. Dobbiamo invece lavorare per costruire ponti e abbattere i muri dei pregiudizi e dell’odio”. Una parola su chi aveva costruito il Muro? Una parola sul perché? Quella parola mai pronunciata, lo stigma della cattiva coscienza? Il muro di Berlino non è stato solo un momento, per quanto emblematico, della Guerra Fredda ma è stato la sintesi della CHIUSURA mentale, oltre che fisica, alla libertà di pensiero e di vita. Ecco la Serracchiani ha diffuso il suo messaggio con la mascherina perché pronunciare la parola “comunismo” potrebbe diffondere nell’aria il fetore della peggiore e più duratura dittatura del pianeta. Più probabilmente la Serracchiani e i comunisti di oggi credono che il comunismo si riduca alla saga di Don Camillo e Peppone.

Elio Bitritto

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