Cedimenti del Lungomare Cordella

   

Era inevitabile che le buche che da anni si “riproducono” sul piano stradale dell’ultimo tratto vero nord del Lungomaare Cordella, facessero la loro apparizione. Evidentemente i lavori eseguiti non hanno risolto il problema se è vero, come sembra esser vero, che le buche, per ora solo segnalate, si stanno ripresentando negli stessi luoghi. La causa non può che essere la stessa di allora, il continuo frangersi delle onde sulla massicciata che sostiene la stradina: onde che, soprattutto nel periodo invernale, si infrangono con violenza senza nulla che possa frenarne l’impeto. D’altra parte se “gutta cavat lapidem” figuriamoci cosa può fare non la semplice “gutta” ma la forza, a volte l’impeto dei marosi. I lavori eseguiti a suo tempo sarebbero stati conclusivi o, almeno, resistenti per diversi anni se si fosse messo in atto un sistema di scogli o cubi di cemento ad una certa distanza dalla massicciata in modo da rompere o ridurre la forza dei marosi. Questo non è stato fatto e non so se si vorrà fare. Non credo che manchino le competenze in comune per mettere in sicurezza quel tratto di lungomare: certo è che il problema si risolve in quell’unico modo su accennato e coinvolgendo tutte le autorità competenti, a cominciare dalla Capitaneria di  Porto non so se di Ortona o di Pescara ma soprattutto l’Amministrazione Comunale.

Infine tra le foto a corredo dell’articolo, l’ultima riguarda il pericolo rappresentato dai due spuntoni di ferro posti sul fondo di un piccolo fosso: questi fino a qualche tempo fa sorreggevano una passerella che consentiva di procedere oltre la passeggiata verso le altre calette. Ritengo sia opportuno che venga ripristinato il passaggio o, quanto meno venga eliminata questa che è una vera e propria “trappola vietnamita”.

Elio Bitritto

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