Bla, Bla, Bla …

Al Youth4Climate di Milano, Greta Thunberg attacca l’ipocrisia della classe politica … tutta rimarcando che l’invito ai summit si riduce alle solite frasi di circostanza che alimentano false speranze “Il cambiamento climatico non è solo una minaccia, è soprattutto opportunità di creare un Pianeta più verde e più sano. Dobbiamo cogliere questa opportunità”: e ancora “Pianeta più verde, uguale Pianeta più sano”: e ancora “… dai leader mondiali sentiamo solo parole, bla bla bla. Le emissioni continuano ad aumentare. Possiamo invertire questa tendenza, ma serviranno soluzioni drastiche. E dato che non abbiamo soluzioni tecnologiche, vuol dire che dovremo cambiare noi. Non possiamo più permettere al potere di decidere cosa sia la speranza. La speranza non è un qualcosa di passivo, non è un bla bla bla. La speranza vuol dire la verità, vuol dire agire. E la speranza viene sempre dalla gente. Noi vogliamo giustizia climatica, e la vogliamo ora”. Ma come? Questa “superecologista” rimprovera ai politici il solito “bla bla bla” e, contemporaneamente si adegua al solito “bla bla bla”! E sì, perché non è in grado di dare risposte! mi direte che non spetta a lei “dare” le risposte ma ai politici, a quelli che dispongono dell’ENERGIA! Sarà vero? Cerchiamo di capirci qualcosa: da cosa deriva il riscaldamento terrestre? Per le “Greta” del mondo, siano esse signorine, siano essi politici, scienziati e, soprattutto, produttori di energia, il riscaldamento è dovuto alle emissioni di anidride  carbonica CO2 : ergo, direbbe Cartesio, usiamo fonti energetiche che escludano la produzione di CO2! Più che logico! Allora andiamo a vedere quali sono le fonti energetiche che NON producono CO2 o ne producono poco! Su tutte l’idroelettrico ma solo Norvegia e Paraguay ne possono fruire al 100% : allora sarebbe opportuno proporre uno schema che è quello mal fotografato in capo all’articolo. I dati vengono da una organizzazione non governativa che studia diversi aspetti del globo terrestre: tra questi la relazione tra decessi ed energia prodotta oltre a quella tra erogazione di un milione di kWh e tonnellate di  CO2   prodotte.  Lo schema è semplicissimo e si nota come i decessi per inquinamento o per incidenti ogni miliardo di kWh vede al primo posto, come già detto, l’idroelettrico con 0,02 morti: seguono le biomasse con 4,6 – il gas naturale con 2,8 – il petrolio con 18,4 ed il carbone con 24,6 morti! Ed il nucleare? 0,07 decessi! (e se fosse TUTTO nucleare? 7 decessi l’anno) Tanti? Pochi? Ciascuno di noi potrà darsi la risposta. Ma il quadro statistico ci dice un’altra cosa che le ”Greta” del mondo non dicono. Nello stesso schema si mette in relazione l’emissione di CO2 in tonnellate, con la produzione di un milione di kWh: anche in questo caso non c’è storia: dal carbone vengono fuori 820 t di CO2, dal petrolio 720, dal gas naturale 490, dalle biomasse tra 78 e 230 t, dall’idroelettrico 34 t ed infine dal nucleare 3 t. Dire quindi che il nucleare è migliore dal punto di vista della letalità e da quello della produzione di CO2 dovrebbe convincere anche i più scettici: aggiungo che dubito che il riscaldamento sia da addebitare quasi esclusivamente alle emissioni di CO2. Cui prodest? Solo ai produttori di energie rinnovabili cui si deve l’annunciato aumento delle bollette energetiche di gas e luce a partire da ottobre. Perché si deve a costoro probabilmente osannati da Greta? L’aumento si deve a costoro perché costituisce la sovvenzione che lo stato concede per le installazioni eoliche e solari che hanno un solo piccolo/grande difetto: non sono immagazzinabili e quindi non ci si può fare affidamento: Insomma è una vera e propria rapina!

Tornando alla “necessità” di ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 bisogna sapere che le fonti “classiche” rappresentano almeno l’85% dell’energia prodotta che, guarda caso, è anche quella necessaria per far funzionare i trasporti, le fabbriche, le sale operatorie, ecc.: la conseguenza della drastica riduzione auspicata da Greta è la riduzione dei commerci, la riduzione delle attività produttive, l’allungamento e la precarietà degli interventi operatori, ecc. . Sarà forse per questo che, come dice Greta, i politici si limitano al bla, bla, bla? Ma Greta e assimilati, al di là dei “rimproveri” ai politici, cosa propongono se non lo stesso bla, bla, bla?  Infine come si fa a parlare del bla, bla, bla dell’occidente ed ignorare i  bla, bla, bla di India e Cina?

Elio Bitritto

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