Il politicamente CORROTTO

Non è un refuso ma la semplice constatazione che l’evoluzione della specie umana sta prendendo una via al di fuori di ogni logica. Due episodi significativi che riguardano due Istituzioni cui una volta si dava credito ad occhi chiusi, Walt Disney e Globe Theatre.

La Walt Disney ha recentemente prodotto una versione politicamente CORROTTA di Cenerentola: il film, è arrivato su Prime Video il 3 settembre, è un musical  in cui la cantante cubana Camila Cabello non interpreta la solita Cenerentola vestita di stracci, ma Ella, una intraprendente ragazza che mette su una bottega da sarta “Gli abiti di Ella” con tanto di macchina da cucire vecchio tipo Singer: quindi un’altra cosa! La fata turchina è invece interpretata dal cantante e attore gay Billy Porter tra l’altro è “negro” (credo che si possa ancora usare il termine) che è quanto di più osceno si possa trovare sugli schermi con un abito e cappa dorata che svolazza ad ogni sospiro. A mio parere è semplicemente indecente e travisa completamente la favola non ricordo se di Perrault o dei Fratelli Grimm. Addirittura la timida, modesta Cenerentola che noi conosciamo ha la pretesa di chiedere al “Fato Nero” una scarpetta più “comoda” e quello “scarto” della fantasia “corrotta” risponde picche, non si sa se per dispetto o per incapacità! Magari se ambientavano il tutto ai giorni nostri la nuova Cenerentola  poteva affidarsi alla generosità ed alla capacità dei Fratelli Della Valle con un modello esclusivo Tod’s. Naturalmente questo è in mio giudizio ma mi chiedo se sia lecito travisare totalmente una fiaba e farla diventare un film-horror: in pratica c’è gente che non solo mistifica la realtà ma addirittura mistifica la fantasia: ma se costoro non sono capaci di “costruirsi”, inventare, scrivere una fiaba sarebbe meglio dedicarsi ad altro mestiere tipo la coltivazione della terra che pure non è semplice ed in più dà buoni frutti (nel senso più lato possibile).

L’altra istituzione, la shakesperiana Globe Theatre che ho citato, ha deciso di far precedere la rappresentazione  di Giulietta e Romeo da un “disclaimer”, una sorta di dichiarazione, di avvertenze agli spettatori su come si svolgerà la trama. La tragedia, ci informa, ci avverte che verranno rappresentati elementi “forti” quali il suicidio in realtà “simulato” ma non si commette alcun suicidio. Avverte ancora che saranno rappresentate scene di violenza, combattimenti, si vedranno sangue e vomito ma saranno “finti”; urla e spari, danze con attori che indossano maschere di animali sono solo finzioni e in realtà sono tutti amici che non si odiano e non si sparano tra loro. Così, alla fine, quando Romeo, dopo aver bevuto il veleno comincia a vomitare gli spettatori stiano tranquilli, è una finta: e quando Giulietta si suicida non si preoccupino gli spettatori: Giulietta NON si è suicidata ed è morta solo per finta.

Mi fermo qui con una riflessione: l’istituzione del Globe Theatre quale considerazione ha dei suoi spettatori?

Elio Bitritto

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