Malagò e Clima

In apparenza due temi distinti e distanti ma, in realtà, accomunati dal pregiudizio del politicamente corretto che costituiscono due perfetti esempi di malafede.

Comincia Malagò che, intervistato sulla avventura degli atleti italiani alle Olimpiadi di Tokio, fa uin comizio sullo ius soli: in realtà non ho ascoltato tutta l’intervista quindi non so se nel prosieguo abbia affrontato l’argomento: non ho ascoltato fino alla fine perché ho ritenuto le sue parole assolutamente fuori luogo e fuori contesto. Tra le sue sentenze “La nostra proposta è quella di anticipare l’iter burocratico per lo ius soli sportivo  che, ad oggi, è infernale, un girone dantesco!”. Affrento mi chiedo quale sia il girone di riferimento e con una spocchia da primo della classe aggiunge “È vero che a 18 anni puoi fare quello che vuoi ma se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci vogliono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l’atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra o smette, o va nel suo Paese di origine o, peggio, arriva qualche altro Paese che gli dà subito la cittadinanza”. A me pare che il boss ignori che già a dieci anni dieci, le leggi italiane consentono il tesseramento: una volta giunti ai 18 anni potranno ottenere la cittadinanza. Non solo: e se questo giovanotto a 18 anni decidesse di tornare nel proprio Paese? Ci torna come Italiano o come cosa? Ma non capisce il nostro che, ancora una volta, si favorisce una categoria, in questo caso quella degli atleti: e gli altri? Malagò parla di una emergenza che non c’è e la dimostrazione è proprio nel fatto che diversi atleti di colore già fanno parte della squadra italiane. Una considerazione a margine: avrebbe detto la stessa stupidaggine se la squadra italiana non avesse vinto nulla? E qui una considerazione a latere: ho letto sui giornali e soprattutto su FB l’esaltazione degli scrittori che hanno esultato per le vittorie … colorate ma hanno quasi snobbato le vittorie di coloro che erano italiani “puri”: con lo stesso assioma si potrebbe dire che finalmente abbiamo vinto l’europeo di calcio senza atleti di colore (suscitando lo sdegno dei francesi e delle altre nazionali piene di … colorati)!

Altro argomento è il clima che, come al solito si nutre di luoghi comuni e di consolidate certezze: il climatologo Otto Friedericke  dichiara “Più aumenta il Global Warming (per i pochi che non ancora conoscono l’inglese, si tratta di Riscaldamento globale)  più aumentano le piogge! Vero, verissimo: quello che non è altrettanto vero è il legame tra le attività dell’uomo ed il clima. Tra l’altro l’ultimo rapporto dell’IPCC (fonte ONU) dichiara “scarsa fiducia nella conclusione che il cambiamento climatico causato dall’uomo  influisce su frequenza ed intensità delle alluvioni”. Gran Bretafgna, Germania, Olanda e Belgio sono stati i Paesi maggiormente colpiti dalle intense piogge dello scorso mese: in particolare la Gran Bretagna e la Germania, sempre “prime della classe”, hanno ignorato gli allarmi che esse stesse si erano date: da circa trecento anni dispongono di una banca dati secondo cui su deduce che di tanto in  tanto si hanno precipitazioni particolarmente intense e quindi non solo potrebbe ma addirittura “dovrebbe” esser indispensabile programmare l’inevitabile grande precipitazione: cosa significa ciò? Se ogni tanto si verificano eventi eccezionali (e questo è noto) l’uomo dovrebbe programmare le strutture più idonee ad evitare conseguenze particolarmente gravi come quelle verificatesi: allora la responsabilità è dell’Uomo? Certo ma non delle emissioni di CO2. Ci apprestiamo ora ad una austerità in nome dell’ambientalismo che “peserà” sulla necessita di riscaldarci d’inverno e rinfrescarci d’estate: non credo che l’agenda verde possa risolvere il problema, anzi, credo che questa sia l’ennesima “utopia”, una falsa speranza che non dipenderà dall’Italia o dall’Europa ma da Cina ed India che continueranno a fare quel che vorranno.

Elio Bitritto

 

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