Se son balle scoppieranno

Alto si è levato il grido di allarme di Emanuele Costantino che su “Domani” il minculpop di Carlo De Benedetti, ha recensito il libro di Giorgia Meloni “Io sono Giorgia” cogliendo l’occasione per scrivere di tutt’altro. Emanuele Costantino si definisce, sul piano politico, “socialista, democratico, liberale”, mentre sul piano personale si associa alla comunità LGBT e queer. Biglietto da visita personale cui vanno aggiunte una infinità di attestati, lauree, riconoscimenti, premi che lasciano stupefatti. Assodate  queste sue scelte, capacità e meriti, fa tenerezza vedere come cotanta “capacità” possa essere messa a servizio di una tesi che si pone al confine tra la strampalata e la falsa, oltre che pericolosa per il messaggio di odio che da questa promana.  A  questo punto una carrellata di Balle Spaziali riassunte sinteticamente dal prof Costantino, a cominciare da ”… è la leader più estremista che abbia mai guidato un  partito a due cifre in Italia da quando esiste la Repubblica”. Di qui il suo “avvertimento” all’intero mondo per “evitare danni irreparabili alla nostra Italia, all’Europa e all’umanità intera”. Intanto il “buon” Costantino si accorge della Meloni quando arriva a contare oltre il 20%, mentre “prima”, quando raccolse i cocci lasciati da Fini, non suscitava alcun timore, anzi il suo tentativo galleggiava tra il velleitario ed il patetico. Cogliendo ancora fior da fiore nelle “due pagine due” del giornale dedicate a quella che viene considerata alla stregua di un Hitler in gonnella (chissà perché la damnatio memoriae dei comunisti (quelli di prima e quelli di … dopo) impedisce di accostare le dittature a Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot, Castro ecc.), si incontra una analisi che più “lucida” non può essere “La patria che ha in mente la Meloni è un patriottismo acritico e cieco che sarebbe più corretto definire sciovinismo: quello che ci ha condotto dritti dritti alle peggiori tragedie del 900“…. Solo che non c’è una analisi, c’è una affermazione di principio. Dato che è Docente presso diverse università il nostro storico dà una lezione gratuita alla Meloni che “non ha imparato nulla dalla storia“: dice questo per una sua riflessione secondo la quale “…la Prima Guerra Mondiale ha reso possibile l’ingresso dell’Italia tra le grandi potenze mondiali” e da questa affermazione arguisce, se non ho capito male, che la Meloni sia una guerrafondaia!!! Altre perle colte qua e là secondo quanto riportato virgolettato da alcuni giornali “Il nostro interesse nazionale si difende stando in Europa. La Meloni sembra credere il contrario“. “Chi ama davvero la Patria dovrebbe guardarsi dalle idee della Meloni”. Tra parentesi, la Meloni evita di parlare del fascismo e quando lo fa è alquanto equivoca“. ”Il sovranismo della Meloni non fa gli interessi dell’Italia, ma li danneggia. Proprio come avvenuto durante il fascismo”. A proposito di quest’ultima perla mi chiedo come faccia uno storico di fama come Costantino a fare un paragone simile ben sapendo che le condizioni politiche, economiche, sociali  e culturali sono TOTALMENTE diverse da quelle da lui evocate, a parer mio impropriamente (ma questo è un mio giudizio esclusivamente “logico”). Non contento di tornare agli anni venti del secolo scorso, si spinge ancora più in là arrivando a scomodare anche Carlo Martello (inconsapevole progenitore del fascismo?). Poteva mancare il riferimento alla immigrazione, ai diritti, alla questione gender?  Ovviamente no perché le posizioni della Meloni (come quelle di milioni di italiani aggiungo io) “arrecano sofferenza” alle persone, mentre non c’è alcuna sofferenza per le persone aggredite o importunate da immigrati irregolari colpevolmente abbandonati e costretti ad arrangiarsi con sistemi spesso illeciti (ma di questo non parla). Concludo con poche riflessioni: se quelle frasi le avesse scritte uno scagnozzo qualsiasi, se le avesse scritte un anarchico, se le avesse scritte uno dei tanti componenti dei centri sociali, avrei capito: ma le ha scritte un professore universitario particolarmente apprezzato, una persona che si qualifica come liberale e difensore dei diritti (evidentemente di alcuni), di chi non vuole capire (e non so perché) che è QUESTA Europa che non va, è un’Europa basata sui soldi e non sulla solidarietà, una Europa che rinuncia alle sue radici e, come con il comunismo, e perché no, con il fascismo, vuole tutti  piegati ad un pensiero unico di cui si afferma apoditticamente la supremazia intellettuale senza avere l’umiltà di capire perché così tanti italiani hanno abbandonato il PCI (e prole) per fare una  scelta diversa. Il pericolo viene da gente come lui che fa affermazioni di odio, che nulla dice sulle vignette e sui giudizi che, non imbecilli qualsiasi, ma professori, giornalisti, opinionisti gente intellettualmente preparata (e qui comincio ad avere seri dubbi su certi titoli) fanno quotidianamente al punto che si permette la circolazione di vignette con la Meloni appesa a test in giù o imbecillità di discutibili personaggi che si fanno fotografare con il frontespizio del libro della Meloni rivolto in giù: forse Emanuele Costantino non si rende conto che queste sono manifestazioni di odio e se il suo partito di riferimento avesse fatto quel che prometteva invece di fare altro la crescita di FdI e della Lega non ci sarebbe stata.

Elio Bitritto

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