Carta verde e … Cartabia

Sarà l’età, sarà un Qi inferiore alla media, sarà un errore   di comunicazione ma io questa storia della carta verde che consente alcune attività  ed altre no, francamente non la capisco. In pratica il documento consentirà a chi lo possiede di accedere a ristoranti, bar, cinema teatri, congressi al chiuso ed anche di partecipare a fiere e sagre all’aperto: non mi sembra di aver letto nulla sugli stadi e gli avvenimenti sportivi in generale. Intanto la prima cosa da dire è che non sembra facile scaricare questa “autorizzazione” sul proprio cellulare: perché? Troppe richieste? Ma immagino che lì, nelle alte sfere, si potesse e dovesse immaginare l’ondata di richieste: i due centralini “partoriti” dal ministero della Speranza (800912191) rispondono con un messaggio registrato  “Gentile cliente in questo momento non è possibile rispondere alla sua chiamata”. Accade dunque che all’ingresso dei suddetti locali “chiusi” dovranno essere sistemati dei varchi presidiati dal personale che, però, non ha l’obbligo del suddetto documento! Ma c’è di più! Perché detto personale avrà compiti di “polizia” senza averne le competenze soprattutto se dovesse trovarsi di fronte un no-vax irriducibile: promuoviamo la rissa? Ma non solo perché il personale di sala non avrà l’obbligo della vaccinazione! Se aggiungiamo a questa “menata” la dichiarazione di Fico, il presidente della Camera, secondo cui l’obbligo della tessera verde non dovrà esserci per i deputati, si capisce subito che il problema non è il no-vax ma l’Istituzione con le sue contraddizioni e le sue “comunicazioni” sempre più vaghe e, ovviamente, contraddittorie.

Da “Carta verde” a Cartabia: in realtà c’è solo una assonanza ma qualcosa da dire c’è visto che due dei massimi esponenti della magistratura, Nicola Gratteri e Federico Cafiero de Raho, hanno sparato ad alzo zero sulla riforma proposta dal ministro della Giustizia. Intanto solo per il fatto che due magistrati di peso si scaglino contro la riforma mi fa ritenere che questa sia condivisibile: i due sembra non abbiano dubbi sul fatto che la riforma consentirà la prescrizione del 50% dei processi! Una affermazione grave cui si assocerà, probabilmente, anche il CSM. Dato che non ho l’acutezza intellettiva di Gratteri e de Raho, mi chiedo se è ancora vero che un magistrato “obbedisca solo alla Legge” dato che, per quel che so, le LEGGI le fa il Parlamento e compito dei magistrati è quello di … obbedire alla legge, NON di farla o di interpretarla (come spesso accade). Il dubbio che mi assale e non mi fa dormire la notte (e così immagino anche i due magistrati) è che il nocciolo della questione stia nella “ragionevole durata del processo” a causa della quale l’UE ha più volte sanzionato l’Italia condannandola a multe che avrebbero dovuto pagare gli scansafatiche e non tutti gli italiani. Pretendere che 7 anni di processo siano pochi ed invocarne una durata infinita mi sembra assolutamente irragionevole, oltre che disumano.

Elio Bitritto

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