Il magliaro

Massimo  Giannini, direttore di La Stampa, prendendo spunto da un titolo su Il Giornale,  ha ironizzato ieri nel corso della puntata propagandistica della Gruber sulla presenza dei comunisti in Italia e al governo: diceva, in sostanza che non ha senso parlarne in questi termini perché i comunisti in Italia non ci sono MAI andati, diversamente dall’Unione sovietica e dai Paesi in cui il comunismo è stato o è al potere. È evidente che Giannini mente in modo spudorato e vergognoso (se mai avesse il senso del pudore) poiché dimentica l’ex presidente del consiglio D’Alema, quello che rivendicava di aver lanciato le bottiglie molotov quando era all’università, dimentica un certo Napolitano che al governo c’è stato come ministro dell’Interno e poi è addirittura diventato capo dello stato. La faccia tosta di gente come Giannini, gente che fa la felicità della Gruber e ne scatena l’orgasmo politico, è anche peggiore di quella di Veltroni che ha dichiarato di non essere “mai stato comunista”: ma di esempi potrei farne parecchi. Vorrei sommessamente far notare che questo Giannini “dimentica” che non è sufficiente passare da iscritto al PCI ad iscritto al PDS e poi al PD per non essere più annoverati come comunisti non fosse altro che questo criterio dovrebbe valere anche per i Fratelli d’Italia definiti un giorno sì ed il giorno dopo ancora “fascisti”! e questa è la prima menzogna che questo individuo pronuncia con una faccia di tolla da schifo. La seconda menzogna di questo tizio è relativa all’Unione Sovietica, quella sì, che è stata governata dai comunisti per 70 anni con pugno di ferro: tace sul fatto che l’acronimo “URSS” significava “Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”: in pratica si trattava di regimi … socialisti, in pratica neannche in URSS c’è mai stato il comunismo, nessuno era comunista! Questo individuo gioca con le parole e ne sembra convinto il che mi fa dubitare della sua sanità mentale che pure, per la sua autorevolezza di essere direttore di un giornale ad ampia diffusione, influenza la gente anche se ormai quella stessa gente si è accorta della porcheria e sta lasciando un partito di comunisti veri e propri che non possono fare le cose che i loro omologhi facevano in URSS e che continuano a fare in Cina, in Corea ed in qualche Paese del Sudamerica.

Elio Bitritto

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