Una “vita legale” (Sotto la libertà individuale niente)

Quando la politica in Italia si arroga il diritto di farsi Pubblico Ministero, e un Tribunale di disporre, persino nell’intimo, della vita di una persona

Immagino che non vi farà piacere, non diversamente che a me, ma sembra che debba essere per noi, d’ora in avanti, proprio così.
Una … “vita legale” è quel che ci aspetta nel nostro prossimo, … progressista (!) futuro.

Su questo ci fa riflettere, sia pure in chiave ironica (ma è un’ironia amara) un recente scritto di Marcello Veneziani. Dalle avvisaglie politiche e mediatiche date e ricevute, di recente in particolare, quel che ci è dato per non incorrere in pene esistenziali è – piuttosto che invocare a proprio beneficio la libertà di pensiero e di azione, che il Creatore ci ha dato in dote, all’origine – … chiedere “la Grazia”! Ovviamente non al nostro (anch’esso libero) Dio, non alla Madonna, né per intercessione ai nostri Santi in cielo (ivi compreso Padre Pio), ma assai più terra, terra, quanto imprescindibilmente, al nuovo istituendo Tribunale Socio-umanitario d’Italia!
Una … “vita legale” è quel che ci aspetta nel nostro prossimo, … progressista futuro. Giuseppe F. Pollutri

Così, dunque, da Veneziani:

“Spettabile Tribunale, Illustrissimo Signor Giudice,

dopo il suo ennesimo intervento su coppie, single e adozioni, le rivolgo deferente un inchino e una preghiera. Le chiedo di assegnarmi una fidanzata, o un fidanzato, a sua discrezione, e decidere lei il tipo di rapporto che intercorrerà tra noi. Disponga lei, così evitiamo litigi o separazioni giudiziali. Altresì le chiedo umilmente di disporre, a norma di legge, come ci accoppieremo, con quale metodo faremo figli o se viceversa li adotteremo. Sarà lei a indicarci se avvieremo una fecondazione artificiale o artigianale, con maternità surrogata o paternità cornificata, utero in affitto o accoppiamento in dad; se un’operazione transgenica ci renderà ogm, se adotteremo la poligamia o se dovremo avere, oltre che un coniuge etero anche un fidanzato omo, per non incorrere in sanzioni sull’omofobia. In caso di adozione filiale stabilisca lei la priorità di genere, razza, colore e disabilità. Ella dirà se potremo definirci genitori o se prenderemo come alla posta solo il numeretto. Ci dirà lei con quale criterio procedere nel cognome del figlio, se il sorteggio, la ginecocrazia, il cognome variabile, stagionale, progressivo.

Decida lei anche sui beni, il patrimonio e le paghette. E quando si avvicinerà l’ora fatale, ci dia lei istruzioni su come procedere, eutanasia, tiro a sorte, roulette russa o addirittura morte naturale, come usavano i primitivi. Dia lei le disposizioni giuste al Prete, al Medico, all’Infermiere, al Ministro e ai famigliari. Insomma, ci assegni lei il palinsesto di vita e noi ci atterremo alla sentenza. Dopo l’ora legale, vogliamo la vita legale”.

MV, 4 maggio 2021

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/domanda-di-grazia-al-tribunale/

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