Il  25 aprile, una data da celebrare?

Pensiamo liberamente.

Il 25 aprile 1945, giorno della recuperata libertà italiana? No, fine della guerra civile tra badogliani e repubblichini e inizio dell’americanizzazione dell’Italia che dura ancora.

Ci sono 11.000 soldati americani sul territorio italiano e basi militari americane dal Friuli alla Sicilia. Quanti italiani lo sanno?

La Resistenza? ll partigiano che si batte solo per la libertà? Un mito, necessario ma fasullo, per un popolo  come quello italiano  visto e trattato dagli inglesi e dagli americani nei trattati di pace non come paese cobelligerante, ma sconfitto.

Altro trattamento ottennero i francesi che pur furono più collaborazionisti della Germania nazista degli italiani. Prevalse la Francia di  Charles De Gaulle e fu dimenticata quella di  Philippe Pétain. Perchè? Perchè la monarchia sabauda si affidò al mediocre e pusillanime Pietro Badoglio che non fu mai rispettato e trattato da vero alleato dagli Alleati Anglo/Americani. Cosa che invece De Gaulle riuscì a fare.

I partigiani, soprattutto i comunisti, sono stati sanguinari tanto quanto gli italiani che si battevano per l’onore della Patria nella Repubblica Sociale Italiana. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per provarlo.

La svolta di Salerno di Palmiro Togliatti (l’Italia si schierava nel campo degli alleati vincitori contro i comunisti)  fu semplicemente strategica ed evitò una seconda guerra civile, come avvenne invece in Grecia.

Il 25 aprile ‘fu un secondo Risorgimento'( Presidente Mattarella, 24 aprile 2019). Veramente?  Tanto per cominciare il Risorgimento viene visto sempre di più come una guerra di annessione del Regno delle Due Sicilie dalla dinastia piemontese dei Savoia. Se questo è  stato il Risorgimento, come nella realtà dei fatti è stato, c’è poco da celebrare.

La Costituzione italiana repubblicana, è veramente la più bella del mondo? E’ in realtà un insieme poco organico di diverse commissioni, spesso in conflitto tra di loro. L’espressione quindi di una forma di vendetta contro il regime mussoliniano. Ribadisce certo il concetto di libertà, preso in prestito da Giuseppe Mazzini, ma rende il Paese ingovernabile, perché esprime il predominio dei partiti e governi di coalizione, molto deboli, con un potere esecutivo altrettanto debole.

I più accesi difensori del 25 aprile sono oggi i partiti di sinistra ( o almeno di quel poco che resta di loro dopo il 1989).

Ironia della sorte! I partigiani, nella stragrande maggioranza, si battevano per un’Italia antifascista e comunista e vedevano nel 1945 negli Alleati un nemico da battere.

Ma un Paese per esistere ha bisogno di mitologie collettive, il risultato di falsificazioni della realtà dei fatti e quindi della Storia.E la Storia è sempre stata e rimane l’espressione di miti agiografici dei vincitori.

Il 25 aprile nel 2021 è un mito ormai obsoleto, ma per convenienza  si continua a presentarlo come un nobile ideale da difendere. Sicché si arriva all’assurdo che invece di essere una data da celebrare, perché unisce il popolo italiano, diventa la ricorrenza di odi latenti, sopiti, irrisolti e, invece della riappacificazione, nutre il risentimento, la faziosità ideologica.

La vera data da celebrare NON è Il 25 aprile, ma il 24 maggio che celebra la riscossa militare di tutte le componenti del popolo italiano. I veri fascisti, notava Pier Paolo Pasolini negli anni Settanta, sono i fascisti dell’antifascismo. Fatto significativo. La canzone ‘Bella Ciao’ che celebra l’eroismo ed il desiderio di libertà del partigiano, non fu mai cantatac dai partigiani, perché tra 1943 ed il 1945 NON esisteva. Quanti di coloro che la cantano oggi lo sanno?

Filippo Salvatore

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