Coprifuoco e ristoranti – Lettera aperta al presidente Draghi ed al ministro Speranza

Gentilissimi Signori,

confesso di essere scettico su queste due misure che il governo, attuale come il precedente, ha adottato per combattere la pandemia: sono scettico perché è bello camminare dopo le 22, magari perché c’è silenzio, perché il traffico è limitato, perché lo smog è pressoché inesistente e comun   que (ma è il parere di un profano) non credo possa essere all’origine di una maggior diffusione del virus. In pratica si attua, per via naturale, per via degli impegni di lavoro del giorno seguente, per via dell’ora “tarda”, un distanziamento che di giorno non c’è, non può esserci e non è necessario chiedere lumi al CTS o ad un qualsiasi operatore sanitario sia esso un infermiere appena diplomato o un illustre primario per averne conferma. Posto che non è mia abitudine passeggiare di sera dopo le 22 (e spesso anche prima)  dato che soffro di insonnia per cui, di norma, mi sveglio tra le 2 e le 4 del mattino (o dovrei dire notte), gradirei che chi ne sa più di me sia così cortese da darmi una spiegazione.

L’altro argomento è relativo alla apertura dei ristoranti che, secondo l’ultimo decreto, deve cessare l’attività entro le 22 (ovviamente c’è il coprifuoco e quindi quanto meno 15 minuti prima per consentire ai commensali ed al personale di essere a casa in orario) e, soprattutto prevede che sia rigorosamente all’aperto. Non c’è chi non si renda conto, fosse il più scemo del villaggio, che la gran maggioranza dei ristoranti non dispone di strutture che consentano la cena all’aperto: così come è altrettanto evidente che si è in balia dell’imprevedibilità del tempo. Vero è che la grande maggioranza degli scienziati ci ammonisce che la Terra si sta riscaldando in modo eccessivo e che freddo non fa e non farà, ma è anche vero che potrebbe piovere e potrebbe ragionevolmente accadere che i ristoratori non possano servire i pasti per quei temporali estivi che sanno tanto di cicloni tropicali. Ora, a parte il fatto che già erano state predisposte delle misure a livello di distanziamento, di riduzione del numero commensali, della installazione di barriere di cui non si comprende ora la necessità, credo di poter suggerire una soluzione, ovviamente sotto l’egida governativa: il ministro Speranza, sempre attento agli italici bisogni e con la consulenza del CTS e del Comando dell’Aeronautica Militare, potrebbe attivare in tutta Italia un corso intensivo di meteorologia applicata alla ristorazione, obbligatoria e con conferimento di un tesserino di meteoristoratore DOC: ma anche per questo ci vorrà tempo, molto tempo dato che, a quanto pare, sembrerebbe che il CTS abbia declinato ogni responsabilità circa le nuove misure dato che dichiara “… in realtà del coprifuoco noi non abbiamo mai parlato. È stata sempre una valutazione politica e non ci hanno sottoposto alcuna istanza in tal senso (Agenzia di Stampa AGI). Si configura così uno scenario farsesco: qualcuno mente e che sia il ministro o il portavoce del CTS qualche testa dovrebbe rotolare!

Dopo di che mi chiedo quale maggiore attività potrà essere attribuita al virus dopo le 22, ovvero perché non far chiudere i ristoranti alle 21! Certo c’è il problema del coprifuoco! Ed allora torniamo a quanto detto prima. Probabilmente il ministro Speranza ed i suoi colleghi non escono di sera e non sanno che in giro c’è meno gente che di giorno: ma uno che rappresenta il partito di Liberi ed Uguali dovrebbe dare quella maggiore libertà ed uguaglianza che chiede per se stesso. Ma l’assurdità del provvedimento raggiunge il massimo quando si constata la scadenza del decreto che sarà valido fino al 31 luglio: credo che anche il ministro Speranza ed i suoi colleghi si rendano conto che la misura comporterà la chiusura di moltissime strutture di ristorazione e non saranno solo i ristoratori importanti, gli chef a subirne le conseguenze (tanto sono ricchi ha scritto qualcuno) ma una massa enorme di personale fisso ed una massa altrettanto enorme di personale stagionale. Chiaro che queste misure non mi piacciono ma vorrei capire perché dovrei farmene una ragione: ma non vorrei che queste siano  “ope legis” ma siano dovute a scienza e coscienza. Dimenticavo: avete pensato di disporre dei controlli per mezzo delle Forze dell’Ordine? O non si può?

Grazie

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