22 Aprile – Giornata della Terra

Diverse pubblicazioni, quotidiani, settimanali, mensili e libri celebrano oggi la “Giornata della Terra”: la maggior parte di queste pubblicazioni evidenziano l’attenzione sempre maggiore che viene riservata all’uso, meglio “abuso” del suolo, all’inquinamento, alla cementificazione selvaggia ed alla necessità di dare attuazione essenzialmente a due dogmi lo sviluppo sostenibile e l’ambientalismo: lo sviluppo sostenibile è ormai espressione che si incontra quotidianamente in ogni aspetto del vivere quotidiano, delle relazioni umane; l’altro  dogma è l’ambientalismo che è una parola che racchiude tutto lo scibile umano che ha però il pregio di poter essere identificato in una sola parola il “Gretinismo”. Il gretinismo ha l’indubbio merito di aver dato una “scossa” alle pigrizie intellettuali di tante persone, soprattutto giovani che si sono accostate con entusiasmo a quella visione dell’ambiente che ne ha Greta Thunberg … anche se, complice la pandemia gli entusiasmi e i buoni propositi di una crescita “compatibile), hanno mostrato vistose lacerazioni perché, sempre i giovani ma anche i “vintage”, chiedono a gran voce di riunirsi, di sballare, di viaggiare di avere un vago ricordo dei buoni propositi. Affermare che l’ambientalismo alla Greta è essenzialmente di facciata, se non di effimera moda, significa mettersi nella condizione di essere accusati di nemici dell’ambiente, di retrogradi, di incolti, in qualche caso di fascismo. Siamo in presenza di un ambientalismo a senso unico, dogmatico, quello per cui siamo tornati all’Ipse dixit, comunque a parer mio velleitario soprattutto quando attribuisce alla azione dell’Uomo tutte le catastrofi, presenti e future di questa nostra Terra. Ho detto “presenti e future” e non “passate” perché non sarebbe possibile attribuire all’Uomo le stesse variazioni climatiche che vengio no oggi prospettate in quelli che, con una certa ipocrisia, vengono chiamati “scenari”, vale a dire ipotesi legate ad un trend che si suppone inevitabile, ad una perversa e masochistica azione dell’Uomo. Si è creato, come con la cultura, lo  stereotipo “ambiente” come parte del codice genertico dei progressisti e si è visto come la cultura, egemonizzata dai progressisti, non abbia dato gli utopici risultato annunciati.

Si può essere “ambientalisti” di destra o di sinistra? Ha senso formulare certe domande? Io credo che si tratta di un problema “politico” e quindi, come tale, da bocciare perché l’ambiente non è di destra o di sinistra è l’ambiente! Il fatto è che si continua a parlare sempre e solo di ambiente e non di ecologia che a parer mio rappresenterebbe meglio le interazioni tra gli “esseri viventi” e l’ambiente in cui questi vivono e la Terra: si deve cominciare ad avere una visione diversa, quella che prevede un’intima interconnessione tra i viventi e l’ambiente: e parlo di viventi, non di uomo. Concludo con un inno alla vita, al futuro, con la descrizione dell’Italia da parte di Telmo Pievani e Mauro Varotto nel libro “Viaggio nell’Italia dell’Antropocene” (editore Aboca): “… la Pianura padana sarà completamente allagata, Padova, Ravenna, Venezia e tante altre città saranno interamente sommerse, mentre altre, come Roma e Firenze sopravvivono solo grazie ad un sistema di palafitte”.

Buon anniversario della Terra

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