Il PD non è il PCI! … o forse sì

Prendo spunto dalla risposta che su FB ho ricevuto da un amico che mi rimproverava la mia “ossessione” per i comunisti (che io definivo “trinariciuti” come simpaticamente li definiva Giovannino Guareschi) che in realtà non esistono più e, se proprio li volevo trovare dovevo guardare al “Partito Comunista” di Marco Rizzo, “forte” di uno 0.33% alle elezioni italiane e di uno 0,88% alle elezioni europee. Naturalmente questo amico, come tutti i comunisti e inconsapevolmente tali, mentiva sapendo di mentire perché non è che il PCI sia scomparso con un (anzi più d’uno) cambio di sigla perché la cosiddetta nomenklatura è rimasta la stessa a cominciare da Bettini, vero dominus di Zingaretti. Intanto, fra tutti i partiti rappresentai, e non, in Parlamento solo nel PD ci sono scorie del vecchio PCI a cominciare da Giorgio Napolitano, mentre in tutti gli altri di ex fascisti non ce n’è più uno. Ma, il mio caro amico (e con lui altri ed altre) ribatte “ma questi sono neo-fascisti mentre di neo-comunisti c’è solo il già citato Marco Rizzo”,  che, se non altro, ha il dono della coerenza. Provo a far capire ai miei interlocutori che se il comunismo è “cambiato”, si è evoluto, è diventato democratico nel giro della notte del nove novembre 1989, non c’è motivo per cui il fascismo, non rappresentato da nessuno, non possa essersi evoluto democraticamente dopo più di 70 anni. E no! perché il comunismo, più che una dittatura era un “regime forte”, mentre il fascismo era una dittatura sanguinaria irredimibile. Ammesso e non concesso che sia stato così, considerato che il PNF non c’è neanche sotto mentite spoglie di cosa si preoccupano i compagni (a proposito, ai neo-comunisti è rimasto, come segno esteriore, il pugno chiuso e, appunto, il vezzo di definirsi “compagni”), loro  non sono “morti”, sono ancora vivi e vegeti e lo stesso Rizzo è l’alibi del PD per non essere identificato con il PCI. Sarei curioso di sapere, anche se non se ne parla,  a che punto sono i preparativi per il 21 gennaio prossimo perché questa data sarà una cartina di tornasole dell’animus comunista del PD.  Altro argomento quello dello scioglimento delle Camere e conseguenti elezioni anticipate: ebbene, vista la conflittualità permanente tra PD e 5S, l’auspicio del centro destra è stato questo: ciò ha suscitato le ire scandalizzate del PD che “ricordava” ai “fascisti ignoranti” che è il Capo dello Stato che ha questo potere: oggi (l’altro ieri per i lettori), il vice segretario Andrea Orlando dichiara seraficamente “Se cade questo governo la strada è quella delle urne”! Ergo, loro lo possono dire e gli altri no: ma non è colpa loro, è il DNA modificato, che come un antesignano del Corona Virus li ha contagiati dando loro la famosa “immunità di gregge” in base alla quale si sono appropriati del famoso motto “Credere, Obbedire, Combattere”. E come il famoso gregge, si fidano dell’ariete Tedesco e di quello cinese con il loro principale esponente, tale D’Alema consulente del think thank  che fa capo al “Silk Road Initiative” del governo cinese  (la famosa Via della Seta che permetterà alla Cina di espandersi ulteriormente). A proposito di D’Alema, altro residuo vivo e vitale del PCI, c’è una nota di colore di Antonio Polito (già organico all’Unità) che rivela come il suddetto D’Alema conservi ancora un ritratto del “piccolo padre”, alias Stalin, nel suo studio: cosa penserebbero mai questi amici miei se sapessero che Salvini o Meloni o, io stesso, conservassimo un ritratto, una immaginetta, un santino di Mussolini…! Ventotene per contrappasso?

“¡No pasarán!” (Non passeranno).  “¡Ya hemos pasao!” (Siamo già passati!)

Elio Bitritto

 

 

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