Il significato del Natale va cercato nell’ineliminabile bisogno di sacro.

Terzo venerdì di dicembre, ora di punta.
Verdi, gialli rossi di semafori, incauti pedoni e gracchi di trombe d’impazienti autisti e sirene d’ambulanza, di pompieri, di polizia.
Autobus che fumano  e scaricano nubi plumbee, sulfuree.
Raffiche di vento che sferzano mani e orecchi intirizziti e rombi possenti di jumbo.
Umani ingorghi dei cinque continenti
e felpati rimbombi di tacchi inghiottiti
dai tentacoli della metropolitana.
Immensa illumina la notte  il caleidoscopico minuetto di vetrine addobbate con neve ed abeti artificiali.
In coro salutano l’avvento della stagione degli affari.
wi-fi, high-tech, aleppe, aleppe.

Verbum caro factum est de Virgine Maria…
oh, la fola bella che l’umano illude.
Eppur ‘non possiamo non dirci cristiani’… ammoniva l’agnostico Benedetto Croce, né rinunciare al sacro, sottolineava Pier Paolo Pasolini.

Il significato di Natale va cercato in questo ineliminabile bisogno.

Filippo Salvatore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: