I dubbi sul riscaldamento antropogenico

Riporto qui di seguito un articolo di Fabio Trevisan in cui dà atto delle ricerche e delle considerazioni di un climatologo sulle cause del riscaldamento climatico e le sue conseguenze.

Nel Dodicesimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, Luiz Carlos Molion, Professore Associato presso l’Università Federale di Alagoas in Brasile, ha presentato uno studio dal titolo: “Riscaldamento globale antropico: realtà o truffa?”, nel quale ha voluto indagare, con dati scientifici alla mano, l’assennatezza o l’inganno della teoria del riscaldamento globale causato dall’attività dell’uomo. In questo interessante saggio, Molion ha svolto inizialmente, seppur a brevi cenni, un’indispensabile storia del clima, in cui ha posto in evidenza la variazione naturale del clima della Terra a causa delle mutazioni nella sua orbita attorno al Sole. Il ricercatore brasiliano, laureato in Fisica e Meteorologia, ha esposto i risultati della ricerca scientifica, in particolare dei paleoclimatologi, che hanno ricostruito il clima degli ultimi 420 mila anni, concludendo che il clima della Terra era tra i 6° e i 10° C più alto rispetto a oggi. Osservando epoche ancora più vicine alla nostra, come ad esempio il periodo tra il 1946 e il 1975, lo studioso brasiliano ha potuto così appurare che c’è stato, all’inverso, un leggero raffreddamento globale, con un leggero innalzamento della temperatura solo a partire dal 1976, per cause non riferibili alle attività umane. Nonostante il clima di terrore esagerato attorno al presunto riscaldamento globale antropico, Molion ha potuto concludere che i paventati “periodi caldi” sono più benefici di quelli freddi. In controtendenza rispetto al politically correct dominante, l’autore del saggio ha smantellato così il castello di bugie pseudo-scientifiche, ad iniziare da quel strombazzato “effetto serra” che l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) ha istituito come campanello d’allarme del riscaldamento globale. Emeriti studiosi hanno dimostrato che il cosiddetto “effetto serra” non può essere paragonato a ciò che accade veramente nell’atmosfera terrestre. Non solo, i cambiamenti climatici che, come hanno dimostrato gli studi più rigorosi, si sono succeduti nel tempo in modo naturale, sono dovuti in gran parte all’aumento dell’attività solare e alla diminuzione della copertura nuvolosa. Il saggio di Molion ha il pregio di condensare, anche con un linguaggio alla portata dei non addetti ai lavori, i risultati delle vere ricerche scientifiche sul clima e sui cambiamenti climatici, smascherando le ideologie e le palesi distorsioni dei dati oggettivi, basti pensare ad esempio alle reiterate frasi del tipo: “Dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 entro l’anno per impedire che il mondo si riscaldi oltre 2°C”. Anche se non vi è alcun dubbio che la CO2 riscalda l’atmosfera – osserva Molion – è altrettanto indubbio che l’attuale sua concentrazione è così piccola che è impossibile misurare la sua influenza sul riscaldamento dell’aria. Secondo lo studioso brasiliano, ridurre o addirittura annullare le emissioni antropiche di CO2 (come certa propaganda ambientalista vorrebbe) significherebbe generare meno elettricità e ostacolare lo sviluppo dei Paesi in via di sviluppo. Le bugie pseudo-scientifiche che hanno rimarcato negativamente le attività umane come cause essenziali della modifica del clima, sono ingigantite in modo spropositato e ideologico, basti pensare che le emissioni di CO2 sono meno del 5% delle emissioni naturali degli oceani, della vegetazione, dei suoli e dei vulcani. I dati scientifici presentati nel saggio di Luiz Carlos Molion suffragano così la tesi che attorno alla storia dei cambiamenti climatici si è innestata un’ideologia ambientalista e globalista nella quale si è voluto condannare senza appello l’attività umana, ritenuta esiziale per lo sviluppo dell’intera umanità e per la salvaguardia della stessa natura. Lo studio di Molion, alla luce dei dati oggettivi improntati alla ragionevolezza, attesta l’esatto contrario. Non solo il riscaldamento globale antropico è una truffa, ma l’attività umana è ritenuta indispensabile, se fatta con ponderatezza, per custodire il creato a noi affidatoci.

Personalmente aggiungo che già in precedenza su queste stesse pagine avevo attribuito al sole la principale causa del riscaldamento e considerato minimo, se non nullo, il contributo della CO2. L’Ipcc ritiene che il riscaldamento globale della Terra vada attribuito per il 92,5% ai gas serra prodotti dall’uomo, in primis all’anidride carbonica, e per il 7,5% al Sole: ora, che un 5% di gas possa prevalere sulla “potenza” del sole non appare “poco credibile”, appare poco serio.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: