Ciao, mi chiamo Covid e …

Ciao, sono Covid, anzi, Il Covid, e devo chiarire una volta per tutte il mio ruolo: una stampa imbeccata da gente senza scrupoli mi dipinge come il nemico pubblico numero uno dell’intera umanità: ma non è così!

Questa è la storia delle mie origini: vengo, come ormai è noto, dal Catai, anche se qualcuno adombra ipotesi aliene: ma al di là di illazioni più o meno malevoli, posso dichiarare in tutta onestà, che sono nato durante una notte buia e tempestosa da una unione sicuramente illecita. Quando i miei genitori mi videro ebbero subito il sospetto, anzi la certezza, che qualcosa non andava perché invece di essere come tutti gli altri, ero tutto “testa”, rotonda, con una serie di bozzi tutt’intorno e ciò ha indotto i miei genitori a lasciarmi davanti alle porte di un ospedale a Wuhan in Cina. Non sono stato fortunato in Cina ed i miei coetanei mi scansavano e mi allontanavano appena mi vedevano: se qualcuno, più coraggioso mi parlava, metteva sempre una mascherina per non farsi riconoscere, così, appena possibile sono emigrato in Africa: però anche lì mi hanno evitato ed allora in piena crisi esistenziale, ho deciso di suicidarmi e mi sono buttato in Mare: ma, per la mia particolare forma e per un atavico istinto di sopravvivenza, ci ho ripensato e mi sono tenuto a galla finché una nave comandata da una certa Karola, tedesca, mi ha scambiato per un cocomero e mi ha preso a bordo. Dopo qualche giorno quella nave ha gettato le ancore (dicevano su un pattugliatore della Guardia di Finanza) nel porto di Lampedusa dove mi sono dichiarato minorenne (è la verità) e sono stato adottato da un nobile di cui dico solo il nome, Giuseppi, per tutelarne la privacy. Dopo aver vissuto una vita travagliata finalmente vivevo momenti di agiata tranquillità nel palazzo di mio padre finché un giorno questi mi ha portato in Puglia a conoscere la sua famiglia e lì mi ha lasciato, senza una parola, senza un bacio, senza una lettera d’addio e, soprattutto, senza parenti perché erano già emigrati tutti a Roma. Grazie alla carità dei cittadini sono sopravvissuto  mentre quelli che erano a me vicini si ammalavano. La cosa ha preoccupato il sindaco ed il medico condotto che, dopo una attenta analisi ed inchiesta, hanno scoperto che ero io la causa: in pratica ero e sono un portatore sano di malattie. Naturalmente hanno fatto conoscere la situazione a Giuseppi, mio padre, che ha deciso di affidarmi ad un suo lontano parente, il presidente dell’INPS, Tridico, per una missione speciale, quasi un ambasciatore, farmi e far conoscere l’Italia e gli italiani. In realtà, devo confessare, all’entusiasmo iniziale è subito subentrato un senso di delusione: le persone che conoscevo e a cui stringevo le mani e abbracciavo, erano tutte molto anziane anche se i locali erano molto belli, soprattutto il primo che ho visitato, il Pio Albergo Trivulzio a Milano. Dopo Milano ho girato l’Italia in lungo ed in largo e ovunque andassi, per festeggiare le mie origini cinesi e comuniste, coloravano le città e le regioni di giallo o di rosso. Intanto, però, mi stavo stancando ed allora mi hanno riportato in Puglia per farmi riposare, dove, in mio onore, avevano inventato due piatti speciali, le orecchiette al Covid e le braciole di cavallo, pure al Covid, una delizia!  Ma già ad ottobre ero in giro per l’Italia e ancora una volta le regioni si coloravano di giallo e di rosso, in mio onore e per la gioia dei cittadini.  Intanto avevo raggiunto dei risultati insperati: in tutti quei posti belli dove ero già stato, come il Pio Albergo Trivulzio, non c’era più nessuno, perché il governo aveva regalato a tutti quei vecchietti una indimenticabile crociera, sulla ammiraglia della Flotta Costa, il transatlantico “Ultima Spes”, per ringraziarli di una vita di lavoro.  Intanto so di questa crociera perché per puro caso ho ascoltato una conversazione tra  Tridico e Giuseppi (sì, mio padre) in cui si prospettava la possibilità che l’INPS offrisse la stessa vacanza gratuita a tutti gli ottantenni d’Italia perché, dalle notizie che giungevano dalla Costa “Ultima Spes” sembrava che tutti gli ospiti fossero così contenti che non volevano più tornare nei vari alberghi che sì, erano e sono belli, ma un po’ tetri: e allora, i due hanno deciso di liberare quegli alberghi e destinarli a tutti gli immigrati che potranno trasferirvisi  fino a quando anche loro avranno maturato l’età per una crociera!

In fede vostro Giuseppi Covid

 

 

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