Premio Nobel per la Pace ????

Obama ha fatto scuola e resta il recordman assoluto avendo applicato con successo la formula romana “Si vis pacem, para bellum”! e lo ha fatto in modo scientifico: Si è ammantato di un laticlavio bianco da virginea sposa, ha ricevuto in dote il nobel per la pace e, per darle il peso, il valore  che merita, appena due mesi dopo , rafforza la presenza militare americana in Afghanistan con l’invio di 30.000 uomini.; Prosegue nella sua esibizione di pace con attacchi, non autorizzati dall’ONU, per mezzo di droni in Yemen, Pakistan e Somalia con questi risultati: 506 attacchi, con 3.000 vittime di cui 400 civili.  Nel 2011 forse dà il meglio di sé: attacco alla Libia con l’uccisione di Gheddafi e disgregazione del Paese, e relativa diffusione del terrorismo con le conseguenze che, soprattutto i libici e in buona parte gli italiani, hanno subito e subiscono. Per farsi in parte “perdonare” annuncia, durante la campagna elettorale per il secondo mandato il ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq: compensato, però dal tentativo di rovesciare il leader siriano Bashar al Assad attraverso la fornitura di armi e mezzi agli oppositori con il brillante risultato di una espansione del terrorismo dell’ISIS. Forse pentito o più facilmente confuso, autorizza attacchi contro l’ISIS in territorio siriano senza l’approvazione di Bashir, con risultati piuttosto scarsi. L’Ucraina è ultimo atto della sua politica pacifista quando favorisce un colpo di stato che porta al potere Pyotr Poroshenko che è tanto … amato dagli ucraini, quello che ha intrecciato amichevoli legami con il figlio di Biden. Biden chi? Il nuovo presidente eletto che ha avuto una ricca esperienza pacifica con Obama e, speriamo non voglia imitarlo.

Tutto questo per venire a bomba (absit injuria verbis): lo scorso anno è stato insignito del Nobel per la Pace Abiy Ahmed, presidente dell’Etiopia: ebbene questo Paese è ormai sull’orlo della Guerra Civile poiché il premier ha autorizzato una iniziativa militare (si dice così con linguaggio diplomatico quando non si vuol dire che c’è una pioggia di fuoco sul Tigray). Abiy si meritò il Nobel per la Pace quando, giovane politico, si presentò al mondo con questa frase che pose fine, se ben ricordo, al conflitto con l’Eritrea “La pace è la casa comune e la porta di entrata è una sola”. Cosa è dunque accaduto perché un premio Nobel per la Pace a dieci anni esatti di distanza da quello di Obama, fosse colpito dalla stessa sindrome? Non lo so ma mi auguro che i Premi Nobel per la Pace, siano assegnati a personaggi senza alcun incarico governativo: non si sa mai (dimenticavo di dire che questi personaggi, di regola, sono i pacifisti senza se e senza ma, della SINISTRA)!

Elio Bitritto

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