Costituzione Repubblica Italiana: Art. 21

Tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”. In realtà l’articolo si dilunga con alcune precisazioni ma il succo del discorso è la libertà di esprimere il proprio pensiero. Fa specie che questa libertà di espressione si scontri con chi la pensi diversamente, A TORTO O A RAGIONE: così accade che la cosiddetta “più grande democrazia del mondo” (gli USA ???) censuri, togliendogli la parola, il presidente Trump perché “…dice il falso”. Due cose: ho il diritto di dire ciò che mi pare, o no? Altra domanda : chi decide se quello che io dico è falso o no? A queste due semplici domande  Goebbels per i nazisti, Ciano, e Alfieri per i fascisti  e Leonid Fëdorovič Il’ičëv per i komunisti saprebbero probabilmente rispondere: non so se sarebbero capaci di dare una risposta i nostri giornalisti, sempre pronti a riempire le colonne dei giornali o ricordare per televisione  l’importanza della libertà di esprimere le proprie opinioni. Non lo so considerando che anche un personaggio del calibro di Paolo Mieli difende in un editoriale i giornalisti Usa che oscurano le accuse di brogli del presidente Trump (salvo poi ripensarci). È chiaro che non desta meraviglia il fatto che nel 2015 “Freedom House” classificava la stampa italiana come “parzialmente libera” e “Reporter senza Frontiere” poneva l’Italia al 73.imo posto per la libertà di stampa (e non sembra ci siano stati cambiamenti). Come al solito è la “Sinistra”, degna madre del “politicamente corretto”, a decidere quali idee siano consentite e quali no. L’esempio più recente ce lo hanno dato le TV americane e i mostri sacri dei social in America, mentre in Italia l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia promuove una azione disciplinare nei confronti della testata “Libero” per aver definito Kamala Harris, la vice presidente eletta, come “mulatta”, laddove, per mesi altre testate (La Stampa, Repubblica, Il Messaggero, Famiglia Cristiana hanno definito la Harris allo stesso modo. Il fatto è che ormai non hanno più neanche  il senso del pudore, ché quello dell’onore lo hanno smarrito da un pezzo insieme alla coerenza. Non devo, né voglio difendere Trump perché devo difendermi dai miei governanti  e ciò mi consuma molte energie per poter sopravvivere: rilevo solo che in Italia, esattamente come negli USA, la stampa è di sinistra, sta con le lobbies, ama il politicamente corretto … purché lo applichino gli altri, a cominciare dalla libertà di espressione. Così possiamo ascoltare Michele Serra che salta dalla poltrona dove stava dormendo, dolendosi di non averci pensato lui per primo e attribuisce a questa “censura” (si chiama CENSURA) la valenza di “pagina storica”. In realtà che si tratti di una pagina storica non c’è dubbio, solo che probabilmente lo ha riportato indietro, al tempo di quando era komunista e come tale si comportava e così si abbeverava alla Tass o alla Pravda. Degno epigono, dunque del famoso Giancarlo Pajetta che una volta affermò, con perfetta coerenza alla sua adesione ad un regime dittatoriale che “tra rivoluzione e verità scelgo la rivoluzione”. E la Libertà? Michele Serra e compagni hanno la risposta.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: