Vastodomani. Intervista a Giuseppe Tagliente

Sul nuovo numero in edicola di Vastodomani compare un’intervista a Peppino Tagliente di Marina Recinelli. Ne riportiamo il testo.

’’Un uomo che ami profondamente la citta, che la conosca, ed abbia in mente un chiaro progetto di sviluppo’’: Peppino Tagliente non ha dubbi, sono queste le caratteristiche che il nuovo sindaco di Vasto dovra’ avere. Storico esponente del centrodestra, cinquanta anni di politica attiva alle spalle, dal movimento studentesco al Consiglio regionale, un curriculum come non se ne vedono piu’, Peppino Tagliente e’ stato anche sindaco di Vasto. Tagliente ha guidato la città negli anni ’90, in un delicato momento di transizione ma, certamente, ben più sereno di quello attuale in cui a dominare la scena sono la crisi economica e la pandemia. Un contesto profondamente mutato che si traduce anche in una crisi di rappresentatività: ’’Sembrera’ banale ma per avere un’idea di quanto tutto sia cambiato basta andare in Comune e prendere una camicia di delibera (i frontespizi delle deliberazioni che recano i nomi degli assessori e dei consiglieri comunali) – spiega Tagliente – si vedra’ che quei Consigli comunali erano davvero lo specchio della citta’. Nell’aula consigliare sedevano rappresentanti di tutte categorie sociali, dai pescatori agli agricoltori, dagli imprenditori agli operatori turistici, dai professionisti ai sindacalisti ad esponenti del mondo della scuola, erano tutti portatori degli interessi della città. Persone conosciute a tutti e, nel loro settore, punti di riferimento scelti per portare avanti le istanze delle diverse categorie. Oggi – evidenzia Tagliente – la sensazione è che l’Assise civica non sia piu’ una chiara espressione della societa’ cittadina. Esiste un deficit di rappresentanza con il risultato che larghe fasce della popolazione non si sentono adeguatamente rappresentate. La mia impressione e’ che oggi la politica sia davvero lontana dalla realta’. I migliori, specialmente tra i giovani, l’hanno abbandonata preferendole l’impresa, la finanza o il mondo dell’informazione, certamente più gratificanti. A livello nazionale come a livello locale non vediamo emergere nuove personalita’ in grado di fare sintesi. Non vediamo impegni politici costruiti nel tempo, non si fa piu’ la gavetta. Tra la gente e il palazzo esiste un gap culturale difficilmente colmabile e così le persone si allontanano dalla politica. Per restituirle rappresentanza bisognerebbe fare un lavoro titanico che richiede molto tempo e chiaramente per le prossime comunali tutto questo tempo non c’è ’’. Ma quanto hanno inciso le riforme della legge per l’elezione dei sindaci? ’’Negli ultimi trenta anni l’unica legge che davvero ha funzionato è ’ stata quella per l’elezione diretta dei sindaci – sottolinea l’ex Sindaco di Vasto – Una legge davvero rivoluzionaria. I cambiamenti apportati successivamente per l’elezione dei consiglieri hanno pero’ prodotto guasti difficilmente sanabili. Oggi ci troviamo ogni volta di fronte ad un esercito di candidati che creano confusione e distolgono gli elettori dal confronto tra gli aspiranti sindaci e dai loro rispettivi  programmi. Il risultato, davvero sconfortante, è che il sindaco finisce con l’essere il prodotto della casualità piuttosto che l’espressione vera della volontà dei cittadini e per di più imprigionato da consiglieri che a volte nemmeno.conosce ’’. Vasto di cosa ha bisogno? ’’Di una visione organica della città. Vasto paga l’assenza di un vero modello di sviluppo, l’Amministrazione rincorre le emergenze, Serve una politica che individui un percorso preciso. Questa è, a mio avviso, la principale necessita’ – sottolinea Peppino Tagliente – Io vivo nel terrore che l’ex Pilkington (oggi NSG) o la Denso possano ridurre considerevolmente il personale o malauguratamente chiudere. E mi domando:  chi sta lavorando perche’ questo pericolo possa essere scongiurato? Chi e’ impegnato nello studio di nuove opportunita’ di sviluppo e crescita per il nostro territorio? E non mi riferisco soltanto alla politica. Voglio dire che Vasto sembra non avere più una classe dirigente in senso lato. Non esiste un blocco sociale che abbia idee chiare sul futuro di questa città e  voglia costruirlo. Sotto questo aspetto Vasto é, ahindi,  lo specchio dell’Italia”. A che punto è la formazione della coalizione di centro destra in vista delle prossime comunali? “Sta lavorando per trovare un’unità sostanziale e non di facciata intorno ad un comune programma ad un candidato.sindaco condiviso. La mia personale convinzione é che bisognerebbe esprimere una personalita che abbia la giusta determinazione per governare la città ed una squadra altrettanto determinata e coesa intorno ad un progetto di lunga prospettiva”.

Marina Recinelli

(Vasto domani, n.7, ottobre 2020)

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