La casalinga di Voghera

Francamente non se ne può più! Ogni giorno una serie di dichiarazioni da parte di eminenti virologi, anestesisti infettivologi e specialisti vari che fanno dichiarazioni come editti, come vangeli, come dogmi e puntualmente altrettanti eminenti virologi, anestesisti infettivologi e specialisti vari che fanno dichiarazioni come editti, come vangeli, come dogmi di segno completamente opposti: in mezzo una sparuta minoranza di eminenti virologi, anestesisti infettivologi e specialist vari che si barcamenano tra le due correnti di pensiero (?) di cui sopra. In mezzo “non stat virtus”? non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai: dovrebbe esserci la politica, o meglio quello che resta o si vuole che sia politica. Decine di migliaia di nuovi positivi che non si capisce se sono costituiti dai mille del giorno prima cui si aggiungono mille del giorno dopo e poi altri mille del giorno dopo ancora e così di seguito: ovvero sono i mille del giorno prima cui si aggiungono altri 10 del nuovo giorno così siamo a quota 1010, a a cui si aggiungono altri 15 del giorno dopo ancora così che si arriva a 1025 e non a 2000, 3000, 4000 ecc. Altra cosa che non è chiara è se i decessi di ogni giorno sono addebitabili al solo virus o ad altre patologie,  ovvero se il covid costituisce la classica “goccia” che fa traboccare il vaso. Insomma, se non fosse che viviamo in un dramma direi che siamo in piena farsa. Una per tutte la chiusura dei ristoranti  alle 18.00! una “cazzata” epica! A parte il fatto che sono tanti i ristoranti che aprono alle 19 – 20 fino alle 24 ed oltre, qualche genio mi saprebbe dire la ratio (parola forse esagerata) della chiusura alle 18? Normalmente un ristorante chiude la cucina alle 14, massimo alle 15: poi l’accesso ai clienti è negato anche se all’interno il personale rassetta, pulisce, prepara la cena ma il ristorante è già chiuso! Qualcuno forse ha pensato bene di vendicarsi di aver cenato male e quindi stangata ai ristoratori che magari aprono solo alle 19 – 20? A questo punto si deve parlare di contagio da “cog…ne virus” nei nostri “legiferatori”. O questi non conoscono la vita della ristorazione o sono dei fortunati che non hanno bisogno di andare al ristorante, non viaggiano, possono permettersi una vita da albergo che può offrire anche il servizio di ristorazione. Poi si vedono i servizi pubblici pieni di pendolari, di studenti che affollano le entrate e le uscite dalle lezioni e si limita l’accesso ai ristoranti dove il controllo è facilissimo e, di norma, le regole vengono rispettate.  Forse sarebbe il caso che certe regole siano affidate alla famosa “casalinga di Voghera” che magari con meno titoli ma certo con maggiore capacità intellettiva potrebbe dare utili suggerimenti.

Elio Bitritto

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