Fratres Omnes – “Comunismo papale”?

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“La Chiesa è in declino, la fede tramonta e il papa punta sulla rivoluzione planetaria e il comunismo globale. I suoi precetti possono giustificare ogni invasione, occupazione, espropriazione. Dio ci protegga dal comunismo papale”.
(M. Veneziani – 8 ottobre 2020)

Un suo parere conclusivo, che fa seguito ad una serie di puntuali osservazioni. Certo. Esagerato, tendenzioso? Forse, comunque non meno di chi , laudator e avventuroso esegeta della nuova Enciclica di Papa Francesco,“Fratres Omnes” – deluso dai propri vecchi e sbiaditi eroi di sinistra, da coloro che tanto hanno storicamente predicato e … molto ammazzato (non diversamente da altri antagonisti di destra), senza con questo migliorare uomo e società – tenta di “tirare la giacca” o l’abito talare al successore romano di Pietro Apostolo, guida della cristianità cattolica e non un improbabile ispiratore programmatico per laici, atei persino, ideologicamente delusi. Lo stesso pontefice, del resto, nel testo in questione, già in principio scrive: – Egli [San Francesco] non faceva la guerra dialettica imponendo dottrine, ma comunicava l’amore di Dio. Aveva compreso che «Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,16).

Ciò detto, dubbi e parallele lodi sulle affermazioni mediatiche e non solo … encicliche, sui sorprendenti accenti ‘internazionalisti’ di papa Francesco, ciascuno può averne legittimamente, senza per questo doverci scontrare in una novella guerra di religione, ma neppure abbracciarci su valori e soprattutto programmi politici, come tali oggettivamente opinabili. Tutto passa. “Tutto scorre”, notoriamente fece osservare il greco filosofo Democrito, già nel 460 a. C.. Di tribuni e demagoghi, tiranni, Papi, Re e Imperatori, la Storia ne ha visti sorgere e tramontare tanti. Saranno, al meglio, soltanto un ricordo anche quelli in trono o in cattedra. Possono far danno, spesso più che il bene, certo. E’ questo il male da cui difendersi con le proprie forze e in mancanza con con l’aiuto di Dio, ma da cui (note parole di San Francesco), come per “sora nostra morte corporale”“nullo homo vivente po’ scappare”. La divina Misericordia è quindi per tutti necessaria, ed è la salute/salvezza per chi ha pentimento del proprio peccato, non per chi la mette in conto per auto assolversi del male scelto e fatto.

Da credente, cristiano senza preclusioni per altre autentiche fedi religiose, per la Chiesa, per la sua santità evangelica, quella che parla alle nostre anime, ai nostri derivati comportamenti individuali e sociali non meno, mi confortano le parole di Gesù all’apostolo: Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non prevalebunt adversus eam  – Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa (Matteo 16,18).

Oggi, come in altri tempi parimenti gravi e grevi, più che ragionamenti e teorie, palesi mistificazioni e opportunismi a parte, ci vuole una sicura fede: un’autentica adesione al Vangelo (parola e insegnamento) di Cristo, oltre che l’osservanza dei fondamentali Comandamenti mosaici. In esso e in essi tutto è già detto e scritto. Non se ne ha proprio bisogno – a mio avviso – di ricorrenti quanto fittizie ‘rivoluzioni’, di malfidati rivoluzionari, che ci riportino dannatamente al primordiale tempo, umano e storico, di Caino e Abele.

Giuseppe F. Pollutri

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