Autoporto.Tutto è bene quel che finisce bene

(da SanSalvoMare)

Da giorni aveva occupato pagine e pagine di siti e giornali, chiacchierate e chiacchiere dei social e degli strusci serali. Tutti erano diventati fini giuristi e preoccupati economisti, attenti a non far scappare l’ improvviso investitore, che vuole insediare una struttura per l’ e commerce al posto dell’ autoporto.

Ora finalmente la vicenda si è chiusa: positivamente.

Infatti, dopo il bando dell’ Arap, la risposta positiva di 2K Engenering, l’ apertura delle buste e la successiva richiesta della stessa Arap a Marsilio-Febbo-Sospiri-Marcovecchio, è stato quest’ ultimo nella conferenza stampa di questa, mattina al Gabry Park Hotel a comunicare che:

– venerdì (domani) la Giunta Regionale recepira’ e convalidera’ l’ atto di Arap e Sospiri l’ assegnerà alla stessa Commissione presieduta da Marcovecchio;

– lunedì (12) si esprimerà (positivamente) la Commissione consiliare;

– martedì (13) si esprimerà (positivamente) il Consiglio regionale.

Quindi (salvo improbabili colpi di scena) da mercoledì in poi l’ Arap potrà assegnare (e vendere) l’ autoporto alla 2K Engenering.

Tutto è ben quel che finisce bene

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In questi ultimi giorni (da quando la Lega aveva chiesto, ed ottenuto, di “mettere in sicurezza la procedura di vendita a terzi dell’ autoporto” in virtù del comma 2 bis della Legge regionale 3/93) molti si erano interrogati sulla posizione della Lega, arrivando persino a pensare che volesse far scappare l’ investitore.

Io, che certo non posso essere tacciato di simpatie leghiste, non avevo mai dubitato, semplicemente perché conoscevo (e conosco) Manuele Marcovecchio e quindi sapevo che la sua azione non poteva che essere tesa a evitare problemi e non certo a crearli.

Mi ricordo che, quando era consigliere di minoranza del Cda del Consorzio industriale, votò tutte tutte tutte le delibere con Fabio Giangiacomo (“suo avversario politico”) e che da consigliere e sindaco di Cupello nessuno ha mai potuto dire che avesse fatto il benché minimo dispetto a un cittadino.

Uno come Marcovecchio (figlio del direttore che aveva fondato il Nucleo industriale) non poteva certo bloccare una procedura del genere, come i fatti di questa mattina hanno dimostrato.
Orazio Di Stefano

 

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