Per un saluto e un omaggio a Philippe Daverio

E’ morto, all’età di settantanni, il noto storico e critico d’arte Philippe Daverio.

Che fosse un convinto e capace divulgatore dell’arte, utilizzando la tv in particolare, è certamente va suo merito. Sapeva farlo con verve ironica che altri più seriosi critici e storici dell’arte non avevano e non hanno. Quel che importa, nel giorno dell’addio ad un uomo di cultura, è poter affermare che persona colta lo sia stato realmente, ed è ciò che ha reso il suo eloquio ben comprensivo, intrigante, divertente talvolta, capace soprattutto di interessare chi non lo fosse alla bellezza, alla preziosità dell’arte. Un facoltà e attività umana che – a differenza di colleghi criticamente di parte, ieratici sostenitori di un arte che … o è contemporanea o non è, ovviamente un valore – ha il suo rilievo e una indubbia efficacia sempre, in tutti i tempi, nei secoli dei secoli. E lui questo poteva affernarlo, non tanto perché fosse uno scrupoloso e attento studioso, ma perché capace di vederla, di leggerla e descriverla l’arte, attraverso le sue opere e i suoi autori, quale che fosse il modo, il tempo e la funzione avuta nella società e nell’età ‘contemporanea’ propria.

Quanto alla menzionata sua iperbolica convinzione che “la cultura salverà l’umanità”, è facile replicare che purtroppo così non è, non può essere; non diversamente dalla poesia, dalla musica e da altre belle e stimabili virtù e capacità umane,  si direbbe … a dispetto dei santi, persino.  L’importante è  che lui ne fosse sinceramente convinto e che, con i mezzi della comunicazione avuti a disposizione, ha operato convintamente affiché questo si realizzasse. Non da poco, direi, in un mondo di interessati imbonitori mass-mediatici.
Nell’ideale saluto e terreno commiato, occorre dargliene atto. Con una sorta di inchino, …
se possibile (lui stesso avrebbe annotato, guardandoci da sopra le lenti). Alla sua maniera: con un sorriso ironico per intelligenza, di chi sa e valuta quel che afferma, dopo aver compreso bene quel che gli altri dicono e soprattutto, nel bene come nel male, fanno e disfanno. Nell’arte e non solo.
GFP

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