Una riserva … in Riserva

Non potevano mancare le stupefacenti dichiarazioni di Maramaldo Paolucci seguite a ruota da quelle di Breznev Cordisco sulla inderogabile necessità di ripristinare quell tratto di Riserva andato a fuoco grazie a qualche vigliacco. La Riserva, come ormai familiarmente la chiamavamo tutti, senza neanche la specifica di “Punta Aderci” (errata denominazione) o “Punta d’Erce” (corretta denominazione), era e resta una delle maggiori attrattive turistiche della Costa Abruzzese e, giustamente, è necessario ripristinarne il particolare valore ambientale. Su tutti Maramaldo Paolucci (proprio quello della Sala Emodinamica e dello smantellamento del San Pio) propone che il Consiglio regionale disponga di erogare “al più presto un contributo straordinario per euro 500.000, allo scopo di predisporre e attuare un Piano strategico di attività per la rinaturalizzazione delle superfici interessate dai danni”. In realtà la proposta viene espressa con un linguaggio piuttosto equivoco “Contributo straordinario ripristino danni Riserva Punta Aderci”: in pratica si rende necessario “RIPRISTINARE I DANNI”, “DANNI” che mi sembrano già sufficienti e ripristinarne altri creerebbe qualche confusione (ma il nostro è a ciò aduso essendo “maestro” nel dire e non fare come per il San Pio.

Non poteva mancare l’intervento di Breznev Cordisco che, nella sua veste istituzionale di Segretario del Politburo Provinciale,  aggiunge il suo peso politico ad un progetto di legge volto a ripristinare (cito testualmente) “quegli habitat naturali meta di fenomeni migratori ma anche per tornare a far splendere quanto prima una delle Riserve naturali più apprezzate della nostra Regione che richiama a sé molti turisti e che è divenuta famosa per la sua bellezza sia a livello nazionale che internazionale. Ci auguriamo che la Giunta regionale di centrodestra dia seguito a questo Progetto di Legge. Tempo da perdere non ce n’è”.

Appare ovvio che “tempo da perdere non ce n’è” anche se qualche dubbio mi viene considerando che tra preparazione, presentazione, calendarizzazione, discussione, emendamenti passeranno mesi e, probabilmente, la Natura comincerà molto prima a rinverdire quelle pendici. Intanto Il fratino dovrebbe essere in salvo sperando che abbia già cominciato la ciclica migrazione: svelo una curiosità che non tutti conoscono, il Fratino oltre alla sua particolare silhouette, presenta delle inconfondibili macchie nere ai lati del petto e tra becco ed occhi: queste macchie si traducono in una vera e propria “mascherina” … in ossequio alle disposizioni sanitarie vigenti! Un’ultima annotazione: in nessuno dei due interventi si è parlato della Gestione che, forse, avrebbe dovuto essere più presente, in spiaggia e sul costone e non solo in questa occasione ma sempre. Intanto è apparso chiaro che l’appellativo di Riserva sia non solo burocratico ma legato anche (e forse soprattutto) al rinvenimento di pregiate bottiglie da enoteca che testimoniano della frequentazione di nobili terga e della scarsa attenzione di chi dovrebbe o avrebbe dovuto sorvegliare magari solo passeggiando lungo lo stradone.

Elio Bitritto

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