SASI comunica: come al solito niente acqua …

Quando nel 2.000 fu cacciato con ignominia quel Consiglio di Amministrazione la sinistra gioì e lo indicò come modello di inefficienza, se non di corruzione. La magistratura, fedele a se stessa, ebbe a disporre due diversi giudizi: una, il Tribunale di Lanciano, attribuì la truffa ad un solo soggetto l’altra, la Corte dei Conti, distinse le responsabilità attribuendone la metà allo stesso soggetto condannato dal Tribunale di Lanciano e le altre agli altri amministratori in misura diversa, assolvendone solo due. Sono passati venti anni e non pare che la SASI abbia risolto alcuno dei problemi legati alla distribuzione del bene primario ACQUA, al punto che, probabilmente, questa che sta finendo appare come la peggiore stagione relativamente al servizio che avrebbe dovuto svolgere, anche in relazione all’appello che governo, regioni, comuni e autorità sanitarie hanno lanciato circa una maggiore frequenza igienica. Non so se nel lancianese le cose siano andate bene o male o, comunque, siano paragonabili ai disagi sopportati da questa parte d’Abruzzo: mi auguro che sia andata meglio anche se ciò potrebbe generare qualche sospetto. Resta il fatto che c’è stata una serie ininterrotta di chiusure causate dalla rottura delle condotte: rotture, se non sbaglio, non collegate a frane o dissesti (visto che la stagione autunno/inverno passata è stata abbastanza clemente), ma evidentemente legate alla vetustà o alla cattiva manutenzione delle condotte o delle pompe o, comunque, a fattori che i cittadini di Vasto vorrebbero, anzi DEVONO conoscere. Personalmente non credo che il Verde non possa erogare una maggiore quantità di acqua: non  lo fa perché il sistema di adduzione e di conduzione non è probabilmente in grado di sostenerne la maggior pressione.  Personalmente mi viene il sospetto che l’acqua del Verde sia destinata ad altre zone e l’acqua del Sinello e dell’invaso di Chiauci al vastese: certo è solo un sospetto  che mi auguro venga smentito, non a me ma ad un’intera comunità che subisce questi disagi da ormai troppo tempo. Quanto alle risorse sarebbe opportuno che la SASI avvii finalmente un programma di rifacimento delle condotte oltre che la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico anche all’interno dei territori delle comunità servite: so per certo che una ricerca in tal senso, molto estesa, è stata fatta anche se non so se e con quale esito.

Elio Bitritto

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