Comune di Vasto. Smart Working significa ‘lavoro smarrito’ ?

Si parla tanto di “smart working” da quando é scoppiata la pandemia, cioè del lavoro remoto, fatto in casa. Lo smart working è una modalità di prestazione di lavoro senz’altro utile, sicura ed innovativa, a condizione però che non se ne faccia un uso distorto e soprattutto un abuso. Su questo tema, riferito a quanto di questa modalità di lavoro se ne fa in Comune, sono intervenuti i consiglieri della Lega, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, con questa dichiarazione che chiama ovviamente in causa l’Amministrazione Menna.

《 È stato molto interessante ascoltare, in Commissione Vigilanza, dalla viva voce del Dott. Toma che oltre il 50% dei dipendenti comunali è in smart working, cioè presta servizio da casa. Siamo rimasti allibiti e abbiamo compreso lo sconforto e la rabbia di migliaia di cittadini vastesi che ormai da mesi trovano gli uffici comunali chiusi e non sanno a che santo votarsi. Aspettano mesi per avere una carta d’identità e hanno la sensazione, soprattutto gli autonomi e i dipendenti del privato, di essere figliastri è non figli. Vedono la grande differenza tra le enormi garanzie dei garantiti e la loro totale mancanza di garanzie. Il governo Pd-5Stelle estende l’emergenza all’infinito e l’Amministrazione Menna si adegua. Non è giusto. Non è giusto nei confronti di tutta la popolazione vastese. Se anche i Consigli comunali sono tornati nella loro sede naturale, cioè nell’Aula Vennitti, non si comprende perché tanti dipendenti debbano lavorare da casa. È necessario, sempre nel rispetto della sicurezza, tornare in ufficio per garantire tutti i servizi di cui hanno bisogno i cittadini vastesi 》.

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