Scontri tra ‘migranti’ e società d’accoglimento

Scontri tra residenti italiani e ‘profughi’ o ‘ migranti’sono avvenuti Milano, a Roma, in Veneto, in Calabria, in Sicilia, nel casertano ed in altre parti d’Italia nel recente passato. E rischiano di moltiplicarsi nel corso del 2020 In un ‘Italia in piena crisi economica causata dalla pandemia virale. le tensioni per occupare lo stesso spazio tra i ‘nativisti’ senza lavoro ed impoveriti e gli ‘immigrati economici’ sono inevitabili ora che gli sbarchi dalla Libia e dalla Tunisia stanno di nuovo crescendo.
Per decreto ministeriale o del prefetto una comunità vede arrivare sul proprio territorio all’improvviso e senza essere stata consultata persone per colore della pelle, il segno più evidente della differenza, abitudini alimentari e religiose, comportamento sociale, abbigliamento. Un incontro del genere si trasforma in uno scontro perché la gente si sente aggredita a casa propria.

Va subito chiarito, però, che c’è chi tra gli italiani ci guadagna sulla questione delle migrazioni illegali dal Medio Oriente e dall’Africa sub-sahariana.
Le migrazioni sono un grande business ed è proprio il lucro immediato dei pochi, ma ricchi ed influenti, che rende il fenomeno dell’immigrazione illegale una questione tanto delicata ed una soluzione semplice tanto difficile da trovare.
Gli interessi economici in gioco sono tanti ed enormi.

Ci sono i ‘terzo-mondisti’ tardo-marxisti o i buonisti cattolici del tipo ‘ siamo tutti fratelli’ che, almeno a parole, sono pronti ad aprile le porte e permettere a chiunque riesce a superare la ‘ prova del mare’ di venire a vivere in Italia.
Vanno anche prese in considerazione le norme europee, come il trattato di Dublino, che obbliga il paese dell’UE dove I migranti arrivano ad occuparsi di loro. I recenti accordi di Malta che favoriscono la distribuzione in vari paesi dell’UE NON funzionano ed è l’Italia, con paesi come Malta e Cipro, a dover gestire un fenomeno complesso, di proporzioni bibliche L’Italia che è al centro del Mar Mediterraneo ed al confine geografico dell’Europa meridionale, è il punto di arrivo più vicino dall’Africa del Nord.

Così come stanno le cose è ovvio che l’Italia e l’Europa in genere non sono preparate ad accogliere l’eccedente demografico di un continente come quello africano in piena esplosione demografica.
Stiamo vivendo l’inizio di spostamenti enormi di gente dal sud sotto-sviluppato verso il nord industrializzato del pianeta. Le migrazioni illegali e la guerra santa, ossia lo scontro tra il fondamentalismo islamico e I paesi di tradizione cristiana, sono già e lo diventeranno sempre di più nel corso di questo secolo, le due questioni epocali a cui si dovrà cercare di trovare non una soluzione, perché in pratica è difficilissimo, anzi impossibile, farlo pacificamente, ma necessari accomodamenti.

L’Italia faccia valere al più presto quello che paesi d’immigrazione come il Canada o l’Australia ed ora anche il Regno Unito fanno valere. NON entra chiunque come e quando vuole sul suo territorio.
Stabilisca delle quote annuali di immigrati o profughi per ragioni politiche e li faccia arrivare con tutti i crismi della legalità. Ciò eviterà di vedere l’immigrato come un fuorilegge che viene sfamato a ufo dallo Stato senza lavorare.
Si eviti soprattutto di fare delle migrazioni un sistema di sfruttamento, una nuova schiavitù, nelle mani della criminalità organizzata.
Solo così, c’è da sperare, si riuscirà a trovare un modus vivendi tra diritti e doveri sia del migrante o del rifugiato politico che della società di accoglimento.

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