Scomode verità

La faccia disgustata della Merkel indica che non crede ai due studiosi!!!

Molto raramente ma, ultimamente con una certa frequenza, gli stereotipi di italiani mafiosi, mammoni, spaghettari, pur restando nella fantasia malata di molti europei ed europeisti, vengono rivisti: non mi aspetto che durante la mia vita terrena l’attuale immagine degli italiani venga ribaltata ma l’importante è cominciare. Philipp Heimberger e Nikolaus Kowall, dell’Università e dell’Istituto Studi Economici di Vienna hanno pubblicato un loro studio sulla rivista Social Europe (quindi studiosi al si sopra di ogni legame con l’Italia) in cui si possono leggere affermazioni che riempiranno di

gioia gli italiani e “forse” indurranno “gli altri”, quelli “bravi” a qualche riflessione. “Basta cliché sugli italiani, hanno fatto più sacrifici di tedeschi e olandesi”! I debiti? i troppi debiti? “Nel corso delle crisi finanziarie e dell’eurozona degli ultimi tempi, economisti, politici e media hanno trasmesso un’immagine distorta dell’Italia e della sua economia, cliché che i leader politici europei come i premier olandese e austriaco usano ancora oggi. Non riconoscono che l’Italia è il secondo maggior produttore di beni industriali nella Ue, negli ultimi anni ha registrato avanzi di esportazione e ha spesso aderito più rigorosamente alle regole di bilancio della Ue rispetto a Germania, Austria o Paesi Bassi”. D’altra parte basta ascoltare quell’impettito rappresentante olandese, il cui nome, RUTTE, è particolarmente onomatopeico, che pone  come pregiudiziale per le richieste italiane, di eliminare “quota cento”. Ma capite questo tipo che, dall’alto di un sistema fiscale da Paesi dal regime fiscale banditesco, si permette di entrare nelle decisioni del governo di un Paese “amico”! . È inoltre errata o per lo meno incompleta l’affermazione secondo cui l’Italia “… vive al di sopra dei propri mezzi (135% prima del Covid) poiché questo debito si riferisce al solo debito pubblico e non tiene conto del risparmio privato e quindi dell’economia reale del Paese nel suo complesso”. Inoltre,. Tornando al debito pubblico che sembra essere l’unico metro di paragone degli europei bravi per valutare l’Italia si deve ammettere che questo “… è un lascito degli anni ottanta … verificatosi in un ambiente internazionale di tassi di interesse in aumento”. La richiesta dunque di maggiore austerità rivolta agli italiani non è corretta, infatti “Perfino Germania, Austria e Paesi Bassi hanno registrato un avanzo di bilancio primario positivo meno frequentemente dell’Italia. Lo Stato italiano non è stato così ‘sregolato’ come spesso si afferma: ha costantemente incassato più tasse di quanto abbia speso. Ma l’onere degli interessi ha spinto ripetutamente il saldo di bilancio complessivo dello stato italiano in territorio negativo”…. Oltre al fatto che l’Italia, pur in queste condizioni, risulta essere “ … un contributore netto al bilancio dell’Ue”, cioè in termini assoluti dà più di quanto riceve. La soluzione secondo i due studiosi è una sostanziale riforma dell’UE, “… ma tutto ciò dipenderà dalla volontà della Germania e dei cosiddetti Paesi frugali, in pratica deve cambiare l’architettura delle norme di bilancio europee”. Ne terranno conto “… colà dove si puote ciò che si vuole”?

Elio Bitritto

 

 

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