Ospedale Vasto. 3 mesi per finire i lavori; ferie ed anestesisti

Incontro ieri mattina in Comune sulle problematiche dell’ospedale.  A conclusione é stato stabilito quanto segue.《 Grazie al finanziamento di 900 mila euro della Regione Abruzzo, oltre all’intervento sui solai si procederà alla sostituzione delle tubature, al fine di prevenire nuovi fenomeni di perdite d’acqua che hanno contribuito a determinare il crollo parziale che si è verificato in due stanze della Chirurgia. È stato anticipato che sarà avviata anche la verifica sismica e statica dell’intero stabile, affidata a un tecnico individuato attraverso una procedura di evidenza pubblica che sarà bandita lunedì. In riferimento agli interventi strutturali è stata sottolineato che  l’importanza l’investimento si colloca all’interno di un programma più ampio per il “San Pio”, dove le necessità sono diverse, dall’acquisto della nuova Risonanza alla ristrutturazione di Utic e Dialisi, solo per fare qualche esempio. “La previsione di un nuovo ospedale non deve farci desistere dall’idea di continuare a investire sull’esistente” ha ricordato Schael.  Sul tema del personale e sulla carenza di infermieri è stata anticipata la conclusione dell’avviso per assunzione a tempo determinato, che ha prodotto una graduatoria di 500 nominativi alla quale attingere. Sono pertanto garantite le ferie con il nuovo personale in arrivo anche a Vasto dal prossimo 15 luglio. Per la Dialisi, che necessita di operatori specializzati, c’è l’impegno della Direzione a reperire le figure necessarie anche attraverso procedure di mobilità.  Nel corso dell’incontro è stato affrontato il problema degli anestesisti: il direttore generale ha riferito che il concorso appena concluso, bandito per colmare prioritariamente le necessità di Vasto, non ha dato l’esito sperato, perché su 11 vincitori solo due hanno accettato il “San Pio” come sede, mentre tutti gli altri hanno rinunciato all’incarico. “Al di là del caso di specie – ha commentato – è opportuna una riflessione su una posizione che è comune a moltissimi giovani medici, cioè rifiutare l’assegnazione negli ospedali di I livello, percepiti come di piccole dimensioni e senza prospettive di crescita professionale e di carriera”. Per garantire i turni degli anestesisti, per il momento, sono stati autorizzati turni aggiuntivi, in attesa di trovare una soluzione strutturale》.

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