Governare i flussi migratori.

Quali sono i passi necessari da compiere per governare i flussi migratori dall’Africa? Ecco cosa ne pensa Franco Venturini editorialista del Corriere della Sera.  Venturini traccia un ritratto accurato della situazione così com’ essa appariva il mese di luglio del 2017, all’apice degli arrivi illegali dalla Libia, (da 15 a 20 mila persone al mese)
Le sue soluzioni?
Abbandonare il trattato di Dublino, centri di accoglimento sul territorio africano, aiuti alla guardia costiera libica (quella sana) e un esercito europeo per controllare un esodo di proporzioni bibliche di africani e non diseredati sempre più numerosi.
Venturini non menziona, però, un dato nuovo, fondamentale, accettato da tutti pur nella disfatta subita dal governo Gentiloni al G20 di Amburgo: il diritto degli stati a difendere i propri confini. (È sano buon senso per paesi di immigrazione come il Canada e l’Australia e che ha fatto valere il Ministro degli interni Matteo Salvini, ma che nel 2020 il Governo Conte bis sta ripudiando).
Ciò significa che l’Italia può mettere in opera una politica ‘difensiva’ che finora non ha potuto praticare anche dovuto all’ingerenza della Chiesa cattolica di Papa Francesco che vuole spalancare i confini senza controlli.
Il ricorso all’uso della forza, se necessario, deve impedire l’imbarco di ‘migranti’ dalla costa libica e il respingimento verso il punto di imbarco dei barconi degli scafisti e delle navi traghetto delle ONG.
L’Italia dovrà così, volens nolens, considerare la Libia una sua “quarta sponda’ e svolgere un ruolo da protagonista nella emergente ‘questione mediterranea’, di cui l’immigrazione illegale è una componente importantissima.
il futuro dell’Europa si gioca già e si giocherà ancora di più nel resto del secolo nel Mediterraneo, punto di incontro/scontro e crogiuolo di tre continenti e d tre civiltà antagonistiche.
Ricordo en passant che l’Italia fu veramente grande quando seppe far valere prima con Roma la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo e di nuovo verso la fine del Medioevo quando è riemerso sul suo territorio spirito imprenditoriale ( comuni e repubbliche marinare), efficienza amministrativa e latinizzazione dello spirito germanico incarnato dall’imperatore Federico II di Svevia, e dialogo, non solo tolleranza, da pari a pari, con il mondo islamico.
L’Europa attuale che ci viene imposta come modello è dominata da banchieri anglosassoni e tedeschi, da multinazionali apolidi, da una elefantiaca burocrazia e considera l’Italia, la Spagna e la Grecia appendici geografiche del continente invece che culle dell’identità europea.
L’Unione Europea si riduce all’euro, ad una moneta privata. È un’ Europa senz’anima quella di oggi, alla quale la maggioranza degli italiani non sente di appartenere. La vera anima dell’Europa è mediterranea basata sul connubio tra valori spirituali giudaico/cristiani e culturali greco/romani. Sono questi valori che devono prevalere sull’ipercapitalismo apolide e senz’anima e senza appartenenza.
Ironia della sorte! Le due culle dell’idea d’Europa, la Grecia e l’Italia, sono viste dai protestanti dell’Europa continentale e settentrionale, come due cenerentole inaffidabili, da castigare.
È questa l’Europa che un grande popolo come quello italiano, vuole? La risposta è un perentorio NO! (FS)

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