Quel nido di vipere del Consiglio Superiore della Magistratura

Dopo aver letto l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia ‘L’Eredità smarrita dei magistrati italiani (Corriere della Sera, 29 giugno 2020).

La situazione descritta da Lodovico Antonio Muratori in Dei Difetti della Giurisprudenza e da Pietro Giannone nella Istoria Civile del Regno di Napoli nella prima metà del Settecento e da Cesare Beccaria in Dei Delitti e delle Pene e da Gaetano Filangieri nella sua Scienza della Legislazione nella seconda metà del secolo tracciavano un quadro di corruzione ed abuso di potere da parte della Magistratura in Italia. L’intreccio tra politica, religione e diritto NON è un fenomeno nuovo. Nuova invece dalla nascita della Repubblica è la logica correntizia ed i legami con il potere parallelo dello Stato, la mafia, avallata dal potere politico ( i rapporti Mancino/ Palamara/ Napolitano andrebbero sviscerati).E ci si renderà conto che il delinquente non era solo Berlusconi. Si avrà il coraggio di indagare nel nido di vipere che per decenni è stato e rimane il Consiglio Superiore della Magistratura? E soprattutto punire i colpevoli? Il caso Palamara è di una gravità superiore all’operazione Mani Pulite. Non basta dire, povera Italia. Occorre far venire allo scoperto la putredine esistente in seno al potere giudiziario italiano e soprattutto avere la decenza ed il coraggio di PUNIRE I COLPEVOLI. (FS)

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