Feltri si cancella dall’Ordine dei Giornalisti

Era nell’aria perché il “soviet” dell’OdG vedeva e vede in Feltri una voce libera e non allineata: Feltri è stato oggetto di una campagna persecutoria di tipo ossessivo portata avanti da chi, del giornalismo, non conosce neanche la deontologia. Responsabile di ciò che viene pubblicato su un giornale, di qualunque tipo, dimensione o orientamento politico è il “Direttore Responsabile”: d’altra parte l’espressione stessa è così chiara che anche un normale componente di quell’ordine è, sarebbe, in grado di capire: invece così non è e viene sistematicamente messo sotto accusa e chiamato a difendersi il Direttore Editoriale, cioè Feltri e non il Direttore Responsabile. Cosa dire? se non che siamo alla dimostrazione palese di due aspetti: il primo è rappresentato dalla ignoranza sulle regole che per primo l’Ordine dovrebbe conoscere: il secondo è rappresentato dal bersaglio che è sempre quello, Feltri. Anche se non precisato credo che l’accusa nei confronti di Feltri sia riferita alle sue considerazioni sui “meridionali inferiori” durante la trasmissione “Fuori dal Coro”. Certo una frase che un giornalista esperto come Feltri avrebbe DOVUTO evitare anche se poi ha precisato il suo concetto, resta sempre una brutta espressione: ma addirittura il titolo “Vieni avanti Gretina” ha suscitato le ire delle “caste Susanne” dell’Ordine. Ma non più grave di quanto in trasmissioni come quelle condotte dalla Gruber o dall’Annuziata (per citarne due tra le tante) si dice a proposito dei partiti cosiddetti sovranisti o particolarmente disgustosi quando attaccano volgarmente una donna. Ma vorrei proporre il caso di Federico Fubini, vice direttore del Corriere della Sera, il quale candidamente ammette che non dà conto di una notizia particolarmente grave, e che riporto integralmente “Faccio una confessione, c’è un articolo che non ho voluto scrivere. Guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che facendo tutti i calcoli, con la crisi” ”sono morti 700 bambini in più di quanti ne sarebbero morti se la mortalità fosse rimasta quella di prima della crisi. La crisi e il modo in cui è stata gestita ha avuto questo effetto drammatico e ci sono altri dati che confortano questa mia conclusione”, come i bambini nati sottopeso. Non so cosa sia più scandaloso, se la morte perché “sottopeso” (in pratica per fame) di questi neonati o l’aver taciuto gli effetti delle decisioni dell’UE. Fubini si è giustificato dicendo che non ha voluto mettere nelle mani degli antieuropeisti una “clava” contro l’Europa e quello che rappresenta. Ma ci pensate? Si tace una notizia di questa portata per non disturbare il guidatore, la Germania: si tacciono notizie che, fortunatamente altri giornali, dall’estero, riportano quali l’autorevole rivista Le Scienze che ha scritto che “la riduzione delle disuguaglianze nell’assistenza sanitaria è sempre stata una priorità dell’agenda politica di molti Paesi europei. Eppure queste disuguaglianze si sono ampliate nel periodo che va dagli anni ottanta agli anni duemila”. Un altro studio ha parlato di “tubercolosi, influenza, virus del Nilo occidentale, Hiv, malattie polmonari e quelle legate alla scarsa igiene orale. Ma avanzano anche le patologie psichiatriche come la depressione”. Le cause principali dell’aumento delle malattie in Grecia sono la povertà e l’accesso limitato al sistema sanitario. A differenza di precedenti crisi finanziarie, inoltre, sono aumentate alcune malattie: la tubercolosi, l’influenza e le malattie sessualmente trasmissibili Un altro recente studio condotto dall’Università di Atene ha dimostrato che la malattia di cui soffrono di più i greci è l’ipercolesterolemia (15,8 %), seguono le malattie mentali più comuni associate con la crisi: i disturbi d’ansia (12,2 %) e la depressione (9,4%). Nessuna sorpresa quindi che anche il tasso di mortalità infantile risulti aumentato. A questo punto mi chiedo se sia più grave l’infelice espressione di Feltri o l’aver omesso notizie drammatiche per non favorire Salvini o la Meloni: omissione che rappresenta, per definizione il contrario di quello che un giornalista dovrebbe, pardon, DVE fare, vale a dire dare le notizie, anche quelle “scomode”.

Elio Bitritto

 

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