Don Carlo Di Francesco sacerdote fra i neo consacrati nella Cattedrale di Chieti

“In una società spesso caratterizzata da consumismo e ricerca del potere e del piacere, un giovane che decide di consacrarsi al Signore per il servizio della Chiesa e dell’umanità nel sacerdozio è un segno di speranza per tutti, richiamo vivente ad amare Dio al di sopra di tutto e il prossimo come se stessi.
(Mons. B. Forte, Arcivescovo metropolitano di Chieti – Vasto)

Nella chiesa Cattedrale San Giustino di Chieti, giovedì 25 giugno, sono stati ordinati tre nuovi sacerdoti: i giovani Nicholas Di Crescenzo di Guardiagrele, Luigi Genovesi di Atessa, e Carlo Di Francesco di Cupello.

In una chiesa con presenze dovutamente contingentate per il Covid-19, presenti i suoi genitori, Ercolino e Lucia, la sorella, il cognato, e con una rappresentanza della comunità parrocchiale della “Natività di Maria Santissima” di Cupello, Don Nicola Florio, amico e confidente che l’ha accompagnato nella crescita della propria vocazione. In tale solenne circostanza è risuonata ritualmente la nota affermazione biblica: Tu es sacerdos in aeternum – Tu sei sacerdote per sempre!
Un principio ispiratore cristiano già fatto proprio dal seminarista Carlo Di Francesco il 6 di gennaio di quest’anno, nella sua ordinazione a “diacono”. Quel giorno, nella chiesa parrocchiale di Vacri, gremita di fedeli e presenti le autorità dei Comuni di Cupello e di Vasto, nel suo breve discorso, il nostro neo presbitero aveva affermato significativamente: “Da oggi la mia vita è definitiva e definita. Ai giovani come me oggi questo termine non piace, ma non può essere che così. La mia vita prende una forma, la forma di Cristo nel tempo. Da oggi io sarò fedele alla vita cui il Signore mi ha chiamato”.

Una vocazione al sacerdozio maturata soltanto a compimento dei suoi studi medi superiori, compiuti fra i giovani di Vasto, ma che – come leggiamo in una commossa testimonianza di Angela Di Fabio, sua insegnante – in Carlo, “ … bambino come tanti, gioioso, scherzoso, birichino, amico di tutti”, “era già presente un grande dono: un cuore buono, capace solo di tirare fuori “Bene”, mai altro! “Un cuore buono”, terreno fertile per la crescita dei semi di fede, vita, valori”! Del resto, come leggiamo in una intervista resa dal novello sacerdote, alla classica e responsabile domanda interiore del “Cosa voglio fare della mia vita”, lui si era data questa risposta decisamente concludente: “Chi dice sì al sacerdozio non compie un atto di rinuncia, ma un atto d’amore di dono totale per Dio e per gli altri”.

Per far nostro il pensiero e progetto vocazionale del neo “presbitero Don Carlo”, occorre riflettere che in una società ‘fluida’ e incerta, qual è l’odierna, sembra che la stabilità sia diventata una parola e un genere di vita in disuso. Si preferisce ciò che è spontaneo, ciò che nasce dall’istinto edonistico ed egocentrico di molti, mentre ciò che è frutto di una seria meditazione sul proprio essere e destino rischia di passare, erroneamente, come “una cosa di altri tempi”. Vero il contrario, auspicabile comunque. Questa vuole e deve essere la sommessa ma rilevante lezione di un giovane che a ventisei anni dedica la sua vita, presente e futura, a predicare l’amore verso Dio e la carità fra gli uomini.
Ben vengano allora i “trasgressori” – come è stato affermato in altro evento di consacrazione sacerdotale – non perché ci riportano indietro nel tempo, ma perché hanno il coraggio di prendere sul serio le decisioni, perché hanno rispetto sommo per la propria e altrui dignità.

Anche a nome della Redazione, dunque: Complimenti e auguri, Don Carlo. Sii un “Buon pastore”, per sempre!

Don Carlo sarà nuovo parroco a Palombaro (CH).
Celebrerà la sua Messa a Cupello domani, domenica 28 giugno, alle ore 18,30 in Piazza Garibaldi.

Giuseppe F. Pollutri

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