21 giugno 2010: fine del mondo

Non ditemi che non vi avevo avvisato; non venite a protestare perché il 22 giugno siete ancora vivi e con voi tutti quegli antipatici del piano di sopra che scuotono le tovaglie sul vostro balcone. Io vi ho avvisato per tempo in modo che domenica prossima (magari è meglio sabato 20) andiate a messa, vi confessiate ed affrontiate il Giudizio  Universale con l’anima monda da ogni peccato. Non ve ne uscite con la solita menata che non è la prima volta che qualcuno annuncia la fine del mondo ed ogni volta punto e a capo: è vero! Ha cominciato un ignoto amanuense che,  se n’è uscito con la prima profezia: l’anno Mille sarebbe stato l’ultimo per la specie umana e forse non aveva tutti i torti perché sembrerebbe che il 9 ottobre del 1000 il vikingo Eric il rosso abbia scoperto la Groenlandia (allora Vinland) e le coste americane del Canada. Passano gli anni e viene fuori un altro profeta di sventure (sventure? Boh!), il beato Gioacchino da Fiore, che tira fuori il 1260  come data certa dell’estinzione di massa sulla base di una personale interpretazione di un brano dell’Apocalisse su affermazioni attribuite a Gesù. Di quell’anno si ricorda solo l’assedio di Costantinopoli.  Dopo queste due figuracce i profeti latitano per circa seicento anni fin a quando il reverendo John Wesley, fondatore del Metodismo, si cimenta con la numerologia esoterica, ci si perde e annuncia la sua profezia 18 giugno 1836. Per fortuna, altrimenti non staremmo a concionare, la profezia si rivela fallace ma la data resta importante per gli italiani perché Carlo Alberto di Savoia istituisce, con regio decreto, il corpo dei Bersaglieri, alla faccia di Wesley. Passano pochissimi anni ed ecco che viene fuori la figura di un predicatore avventista che, basandosi su un brano del Libro di Daniele, fa la sua brava previsione con la differenza che si prende qualche giorno di tempo, una sorta di “forbice”, in base alla quale la fine del mondo sarebbe avvenuta nel breve tratto di un anno, forse per dar modo ai cristiani di sistemare le proprie cose e prepararsi meglio all’evento: l’intervallo dunque fu tra il 21 marzo del 1843 ed il 21 marzo del 1844: in pratica, finito l’inverno manco un giorno di primavera, una vera cattiveria! Passiamo al secolo appena passato ed incappiamo in tale Sun Myung Moon, Capo della Chiesa dell’Unificazione, che fa la sua previsione per il 1967, anche se limitata nelle conseguenze dato che non parla esplicitamente di fine del mondo ma di “Grande Catastrofe”. In realtà qualche grave incidente si è verificato nel corso di quell’anno ma niente di particolarmente grave. Intanto il rev. Moon risulta più noto per i matrimoni di massa anche se i suoi adepti sono diversi milioni in tutto il mondo. Piccolo passo in avanti di una trentina d’anni e giungiamo al 1999: qualche cultore di Nostradamus “scopre” la quartina X.72 che prediceva per il mese di luglio del 1999 l’arrivo del “Re del Terrore” che discende dal cielo, in qualche modo identificato con Gengis Khan: e qui inevitabilmente mi viene in mente il Covid-19 che arriva in volo dall’estremo oriente. In realtà, pur senza giungere alla fine del mondo, prendono corpo due avvenimenti particolarmente tragici per l’Italia, la nascita dell’euro il primo gennaio e l’elezione di Romano Prodi a presidente della Commissione Europea il 17 settembre: se non è la fine del mondo, per l’Italia poco ci manca.

Entriamo nel nuovo millennio e subito si affaccia il famoso, ormai dimenticato, “Millennium Bug”: in pratica al passaggio dal 31 dicembre 1999 al primo gennaio del 2.000  tutti i sistemi informatici di tutto il mondo sarebbero collassati creando il CAOS con conseguente fine della società umana.

2011, arriva il novantenne Harold Camping, non si sa se in condizioni di intendere e di volere: i suoi calcoli lo portano a profetizzare che il 21 maggio saranno trascorsi esattamente 7.000 anni dal Diluvio Universale e comincerà il Giudizio Universale per i Cristiani. E i non Cristiani? I non Cristiani sarebbero rimasti sulla Terra a farsi le guerre, ad odiarsi: insomma a fare una vita di … inferno tra maremoti, terremoti, eruzioni vulcaniche ed … ambientalisti! Ormai le profezie si susseguono: una volta aperta la porta chiunque voglia dire la sua … la dice. Così i Maya, o meglio gli interpreti dei Maya, dato che questi non ci sono più (se non come poveri e semplici abitanti dello Yucatan) possono dire quel che gli pare. Dunque questa profezia si basa sulle interpretazioni oniriche degli aderenti alla New Age e, tra questi, tale Terence McKenna che basava le sue predizioni assumendo un potente allucinogeno, la psilocibina, tratta da funghi allucinogeni! Per  completezza di informazione la data in cui l’umanità sarebbe stata dichiarata estinta (da chi poi ???) era il 21 dicembre 2012. Arriviamo al 2017: tale Rael scopre un brano di una antica versione della Bibbia: in questo di parla di Elohim, un popolo alieno disceso sulla terra  25.000 anni fa: questi avrebbero condotto una serie di esperimenti genetici da cui sarebbe nata l’umanità quale la conosciamo. Questa si distingue dalle altre profezie apocalittiche per il fatto che non parla di Fine dell’Umanità ma, piuttosto prevede che il popolo degli Elohim tornerà sulla Terra quando tutti i “terrestri” saranno in pace tra loro !!! forse non li vedremo mai.

Ora facciamo un salto nel futuro, visto che le previsioni “verificabili” non sono state verificate! Siamo, sarete, forse, nel 2060 (fra 40 anni magari qualche lettore ci sarà) e troviamo John Maynard Keynes, biografo di Isaac Newton (sì, quello della Mela tanto per semplificare) il quale elabora calcoli precedentemente iniziati dal fisico e propone appunto la data del 2060, senza specificare mese e giorno: meglio la sorpresa!

Un salto temporale di quasi 200 anni e ci troviamo nel 2240: entrano in campo l’ebraismo e la kabbalah: la data entro la quale il Messia deve apparire corrisponde a 6.000 anni dalla Creazione: più esattamente gli ebrei ortodossi credono che il calendario ebraico parta dal giorno della sua creazione: in pratica il 2010 gregoriano corrisponde al 5770 dell’anno ebraico. Una interessante considerazione ci viene fornita dalla tradizione kabbalistica secondo cui i sette giorni della creazione sono in realtà 7 millenni di esistenza: quindi il settimo giorno, il shabbat, corrisponde al settimo millennio, quello del riposo universale, l’era messianica.

Arriviamo dunque al 2880 con considerazioni decisamente più scientifiche basate sulla probabilità che un asteroide del diametro di un chilometro colpisca la Terra con conseguenze devastanti per la civiltà. Arriviamo infine al principe delle profezie, Nostradamus: questo signore ne ha scritte tante, tutte assolutamente verificate … a posteriori ma l’aspetto più importante è il fatto che la sua profezia in qualche modo si ricollega alla precedente della Kabbalah: il ragionamento è sottile e vale la pena di stare attenti: Nostradamus ha lasciato scritto che le sue profezie sono valide fino al 3793 partendo dal 1557, anno in cui iniziò la sua “professione”: aggiungendo a questa data i 2240 anni (vedi sopra) si giunge al 3797 data dell’ultima sua profezia!

Da notare, infine, che tra tutti questi profeti di sventura, compreso il principe degli astrologi, nessuno ha previsto il Covid-19 e, soprattutto, nessuno ha previsto che l’Italia si sarebbe trovata a fronteggiarlo con un governo così inadeguato, il governo giallo-rosso-Conte: ed allora come si fa a credere a queste previsioni?

Elio Bitritto

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