Le menzogne comuniste

I comunisti odierni che si presentano sotto le ennesime mentite spoglie di “democratici”, non contenti delle menzogne dette e scritte durante gli ultimi cinque ani di governo alla Regione e per le quali dovrebbero cospargersi il capo di cenere, aggiungono alle suddette menzogne il ridicolo. Due comunicati dell’ex PCI ci fanno conoscere la loro preoccupazione circa i fondi stornati dal Masterplan e dirottati ad Ortona, ben 50 per il porto e 15 per la viabilità: ci dice in proposito il comunicato che Febbo sta gestendo quei fondi in maniera “piuttosto lenta”, mentre loro li hanno stanziati ma non li hanno … gestiti. Aggiunge, il comunicato, che il nuovo PCI si sarebbe aspettato nuovi fondi per Ortona, con ciò ammettendo tre verità: uno  non sono riusciti a spendere (dovrei dire “utilizzare” ma con questi è più opportuno dire spendere che utilizzare)  i 65 milioni; due evidentemente hanno stanziato una somma insufficiente; tre si ricordano … DOPO che occorre prestare attenzione  “… ai portatori d’interesse che quotidianamente investono e danno lavoro a centinaia di famiglie che gravitano sull’unico porto regionale abruzzese; siamo e saremo dalla parte di chi INVESTE qui e non tolleriamo false e improprie ACCUSE a chi quotidianamente si prodiga per l’interesse dell’economia locale”. Osserviamo che l’interesse per “l’economia locale” emerge solo oggi a fronte di una serie di “promesse”  che non hanno saputo realizzare.

Ma ancor peggiore è il comunicato relativo all’Ospedale San Pio: dalla lettura di questo, firmato dal segretario provinciale Cordisco, verrebbe addirittura “smantellato” dalla Regione a guida centro-destra a causa del crollo di una controsoffittatura del reparto di Chirurgia. Peggiore figura non potevano fare e non posso esimermi dal pensare che il “nuovo PCI” considera i suoi elettori e chi legge quel comunicato dei “cretini”. La vergogna di quel comunicato è talmente grave che meriterebbe una denuncia per diffusione di notizie false e tendenziose oltre che per procurato allarme. Ne riporto una piccola parte che potrebbe dare materia di indagine a chi di dovere “All’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì (Lega), e al suo presidente, Marco Marsilio (FdI), sono bastati poco più di 400 giorni alla guida della Regione Abruzzo per smantellare l’ospedale di Vasto che sta vivendo una rapida retrocessione. Chiuse le sale operatorie, chiuso il Day Surgey, chiusa la Nefrologia. Sulla riapertura della cucina non si sente proferire parola. I medici e i primari continuano a darsi alla fuga. Il reparto di Ostetricia è stato diviso. L’emodinamica è caduta nel dimenticatoio. Ora si aggiunge anche il crollo della controsoffittatura di una stanza del reparto di Chirurgia”. Lasciamo le altre amenità tipo Pravda e desideriamo ricordare che il primato della menzogna spetti all’ex assessore Paolucci il quale ha ripetutamente “promesso” l’emodinamica a Vasto, ha fatto sparire interi reparti, sono state smantellate strutture di prim’ordine, sono state spostate a Lanciano o soppresse UO, interi reparti (uno per tutti  Radiologia), impediti gli interventi chirurgici per mancanza di anestesisti, chiusa, oltre Nefrologia, un altro reparto di eccellenza, Gastroenterologia …!!! Ma di cosa parlate! Non vi vergognate: sapete quanto dovrà lavorare questa giunta per riparare cinque anni, 1800 giorni, non 400,  di smantellamento dell’ospedale di Vasto? Credete di esservi lavati la coscienza accusando questa giunta delle menzogne e delle porcherie fatte da voi! Mi auguro che uno di voi sia a Castiglione M.M., d’inverno, con un attacco cardiaco …!

P.S. Ovviamente NON letale!

Elio Bitritto

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