I problemi della Loggia Amblingh

L’ennesima segnalazione dello stato di “pericolo” della più bella passeggiata di Vasto viene oggi segnalata, con particolare intensità, da Nicola D’Adamo, giornalista e animatore del blog “Noi Vastesi”. In particolare segnala il cedimento, ormai pluriennale, nei pressi dell’edicola della Madonna della Catena, le lesioni sulla pavimentazione,  il cedimento della stradina che scende verso l’istoniense e, soprattutto presenza di acqua lungo la canaletta della stessa strada: si aggiunga che le feritoie di drenaggio del muro di contenimento sono ormai in gran parte ostruite dalla vegetazione.  L’aspetto più preoccupante risulta essere quello relativo alla presenza dell’acqua (come si nota dalle foto) che deve essere al più presto analizzata per stabilirne l’origine. Che Vasto sia sede di numerose sorgenti, sia pure di piccole portate, è noto da tempo, così come è noto da tempo che siamo in presenza della zona che ha maggiore necessità di monitoraggio continuo che  può, anzi, DEVE essere compiuto con adeguata strumentazione geotecnica, come assistimetri ed inclinometri. Anche la presenza dei fori di sondaggio (eseguiti diversi anni fa) è importante per verificare la variazione del livello delle acque: è chiaro che due sono gli enti che maggiormente dovranno prendersi in carico la verifica delle condizioni del muro, ormai datato diversi decenni, e questo compito non può che essere affidato alla Amministrazione Comunale e, più che alla SASI, al Servizio Geologico Regionale. Alla amministrazione comunale soprattutto il compito di verificare dove i pluviali scaricano l’acqua dei tetti e della strada perché, da una prima osservazione sembrerebbe che questi o vanno direttamente sulla strada (e da qui solo in parte nelle caditoie) o vengono semplicemente immessi nel terreno.  Considerando che si tratta di terreni incoerenti, in pratica sabbie poco cementate, l’azione di dilavamento dell’acqua è particolarmente efficace e, poco alla volta, soprattutto in considerazione che siamo a pochissimi metri dalla scarpata, la coesione dei granelli di sabbia viene meno e ne conseguono cedimenti, all’inizio piccoli ma, poco alla volta, con il tempo, sempre maggiori. Non dimentichiamo, infine, che questa parte di Vasto non è nuova a fenomeni franosi anche di grossa entità: basterebbe, per tutti, la grande frana del 1816 che investì l’attuale Loggia Amblingh fino alla Contrada Luci!!!

Elio Bitritto

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