Quel non vi diranno mai Prodi e Monti

Noto con un sorriso amaro, ma me lo aspettavo, quanto presenti siano sui mezzi di comunicazione da qualche settimana due personaggi, a dir poco ambigui, Romano Prodi e Mario Monti ( ed il codazzo dei loro discepoli bocconiani) nel difendere la manna che l’Unione Europea sta elargendo alla misera ed irresponsabile Italia. Come si può rifiutare un’offerta tanto generosa? Sarebbe da irresponsabili e causerebbe enormi problemi. Dopo aver ridotto una grande economia come quella italiana al rango di una semi-colonia con l’assurda politica di privatizzazioni e l’adesione all’euro ed a trattati capestro (Maastricht, Lisbona) sono gli stessi iper-liberisti economici che incitano ora a trovare in seno all’UE la soluzione ai problemi che affliggono l’Italia. E non dicono che è l’idea stessa dell’UE da rimettere in questione.
Quali sono le conseguenze del dopo Brexit? E della post pandemia Covid 19? È l’idea stessa dell’Unione Europea che va contestata specialmente se la crisi economica perdura. Diventerà evidente che è la Germania che non riuscirà più in modo tanto sfacciato, come ha fatto per decenni, a trarre profitto dall’uso dell’euro. Dopo la decisione della Corte Costituzionale Tedesca è chiaro che gli interessi nazionali tedeschi e quelli dell’Unione Europea non convergono più. E non è affatto da escludere che l’ Unione Europea, unita dal Polo Nord a Lampedusa, scomparirà. Bisognerà allora ripensare a cosa fare del continente europeo. La storia insegna che la posizione geografica ha sempre condizionato la vita e la storia di un paese. Sta emergendo il bisogno di un ordine europeo nuovo, basato sulla vicinanza geografica dei diversi paesi, sulle affinità d’indole e di livello di sviluppo economico. In tal caso la soluzione delle tre Europe, quella atlantica, con a capo il Regno Unito, con la sterlina come moneta comune e l’inglese come lingua franca, quella continentale con a capo la Germania, con il marco come moneta comune e il tedesco come lingua franca, e quella mediterranea con a capo il duo Francia/Italia con l’euro come moneta comune e il francese/ l’italiano/lo spagnolo come lingue di lavoro, avrà molto senso. Ma questo il Signor Mario Monti, non ve lo dirà mai.

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GLI IGNAVI
Mi bastano cinque minuti in compagnia di qualcuno che incontro per la prima volta per ricavarne una impressione che con il passar del tempo diventa una idea sempre più precisa. Chi sa esser parco, preciso e conciso, nell’uso delle parole, ma profondo nel contenuto che contengono, è una persona con cui vale la pena continuare il rapporto, anche se si hanno idee opposte. Chi è un logorroide e si perde in dettagli, senza mai arrivare a dire chiaramente quello che ha o vuole dire, è da evitare. È una BANDERUOLA AL VENTO, che si sente forte solo se è gregario e che sta sempre a galla, sempre dalla parte della corrente. Ma sarà portato via appunto dalla corrente e lascerà traccia solo della propria ignavia e conformismo. Dante odiava talmente gli ignavi, che non li degnò nemmeno di metterli all’inferno. Un altro poeta italiano, Guido Gozzano, li chiamava ‘ cosi su due gambe che fanno tanta pena’. Purtroppo il nostro mondo è pieno di ignavi.

Filippo Salvatore.

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