L’umanità delle sinistre

Qui di seguito alcune perle della tanto sbandierata “umanità” di quelli che genericamente militano sotto le bandiere della sinistra ma che sono in realtà bolscevichi della peggiore specie. Cominciamo con una puntata ad Ostia dove una ventina di famiglie senza casa, ha occupato uno stabile: situazione purtroppo frequente, di quelle che vede la difesa ad oltranza degli occupanti da parte dei centri sociali e dei “comunisti” in generale. Questa volta invece i comunisti sono per la legalità: la casa è occupata abusivamente e deve essere sgomberata immediatamente con donne, anziani e bambini! Per dare maggior peso alla invocazione alla legalità, si terrà un sit-in davanti allo stabile sito in via delle Baleniere al grido di “Italiani abituatevi a dormire per strada”. “I vostri figli? Dateli ai servizi sociali”. Ma chi sono questi esseri infami? La solita destra reazionaria, disumana e, soprattutto, fascista? No, come ho già detto, sono i compagni dell’ANPI e dei centri sociali! Ma no!, non ci posso credere! Invece, sono proprio loro: quelle famiglie sono state aiutate, in mancanza di qualsiasi aiuto da parte del municipio di Ostia e del Comune di Roma, dai ragazzi di Casa Pound! Ecco il peccato originale: non importa che siano di destra o di sinistra, l’importante è che siano state aiutate, anzi “contaminate” da Casa Pound. Delirio bolscevico.

Passiamo a cose serie, a quel brutto guaio che si chiama Covid-19: qui intervengono, dall’alto della loro arroganza, due personaggi, uno dei quali molto noto e l’altro, evidentemente, in cerca di visibilità. Cominciamo con il secondo, tale Roberto Riggio, a capo dell’unità di ricerca Smart Networks and Services presso FBK, la Fondazione Bruno Kessler di proprietà della provincia autonoma di Trento: questi su twitter cinguetta: “Per ora quelli con più morti siete voi lumbard e spero di vederli crescere sempre di più. Schiattate mer…”. In pratica, dopo la catilinaria di Ricciardi (l’altro, quello più noto) in Aula sull’operato della regione Lombardia (a proposito le famose mascherine di cui ancora si va in cerca dato il contingentamento cui sono obbligati o farmacisti e, soprattutto, i guanti letteralmente introvabili nonostante le ripetute assicurazioni di questo signore), ci mancava anche quella di Kessler che non solo non capisce (ma questo dipende dalla genetica) che gli errori, se sono stati fatti, non hanno riguardato solo la Lombardia ma anche il governo), dimostra la sua disumanità ed indifferenza di fronte ai morti: usando lo  stesso sistema collaudato da Travaglio,  questo cognome ricorda un suo omonimo, Pietro Riggio: allora si potrebbe imbastire un processo senza tener conto che l’uno è un ricercatore, l’altro un pentito di mafia. Si può dire che la frase è indegna? Soprattutto si deve dire che questa espressione fa risaltare la vera personalità di questo individuo, quella nazista.

Chiudiamo con l’ineffabile Travaglio che  non è nuovo alla interpretazione pro domo sua delle frasi di cui coglie reconditi significati ai comuni mortali ignoti: ebbene questo manettaro “culo e camicia” con i magistrati che contano e di cui oggi “contiamo” le mai abbastanza vituperate gesta, esegeta e nume tutelare del M5S, non avendo di meglio da fare, torna su Bertolaso di cui ha già detto di tutto omettendo però l’unica cosa vera, che è stato assolto da tutte le accuse: l’ultima  infamia che ne rispecchia il carattere, è quella di aver attribuito a Bertolaso una frase che non ha mai pronunciato. Il falso deriva dal titolo di un articolo “E Bertolaso scarica Fontana & C: ‘Fiera, il progetto era altro’”. Da persona sobria quale è, Bertolaso si è limitato a precisare “Con Fontana e Regione Lombardia corre buon sangue. Non c’è nessunissima polemica, nessun equivoco, nessuno mi ha scaricato”. Aggiungendo “Finché ci sarà una persona con il Covid-19, sarà una questione che riguarderà tutta la nazione. Ho lavorato per la Giunta della Lombardia che ha una linea politica diversa da quella della Regione Marche che pure ha richiesto la mia consulenza. A riprova del fatto che Guido Bertolaso è un servitore non di parte ma al servizio di una cosa che si chiama Italia”.

Elio Bitritto

 

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