Pensavamo fosse finita …

Sempre peggio, una cloaca di escrementi giudiziari che ha inquinato la società civile e i cui risultati saranno per anni sulle spalle degli italiani: la cosiddetta “patria del diritto” pugnalata alle spalle da novelli “Bruto”, con la complicità di chi NON ancora ne prende le distanze e mi riferisco all’ultimo (ultimo ???) personaggio con cui il Palamara sembra avere rapporti confidenziali, il segretario del Pd Zingaretti. Il quale PD non ancora … dichiara, non ancora … stigmatizza, non ancora … condanna, non ancora SI … processa in piazza in quello che in termini giuridici si può definire il famoso e fumoso “concorso esterno con la mafia”: certo non la mafia classica, quella della letteratura, ma quella per la quale qualcuno potrebbe anche ipotizzare la subordinazione del magistrato che emette la sentenza, al PM di turno nel timore che questo o la sua corrente possa rallentarne o rovinarne la carriera. Addirittura emerge un accenno a Legnini anche se molto sfumato ma con tutti gli schizzi di fango che le intercettazioni stanno spandendo, anche chi è incolpevole rischia di esserne raggiunto. E la vergogna è MIA come cittadino tradito ed ingannato, prima di quella dei magistrati a vario titolo coinvolti, perché questi non ne hanno il senso, avendolo sacrificato sull’altare (altare?) del potere, dell’odio e del disprezzo umano oltre che politico. Così si spiegano i vari processi-farsa, per carità, assolutamente corretti dal punto di vista “formale” anche se “illogici”, processi “gonfiati e tesi a predisporre l’opinione pubblica attraverso la stampa “amica”, anche questa complice e passibile dell’accusa condanna per “… concorso esterno”, tanto è vero che abbiamo aspettato tre giorni per leggere i primi timidi accenni alla “porcata”. Oggi apprendiamo che la Giunta per le immunità del Senato ha rigettato la domanda di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini avanzata dal tribunale dei ministri di Palermo per il caso della Open Arms: come mai due sentenze diverse? Probabilmente se il caso Palamara fosse scoppiato prima sarebbe stato assolto anche la prima volta  probabilmente perché è lo stesso art. 95 della Costituzione che lo dice “Il Presidente del Consiglio dei Ministri, dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri”. Ma un certo tipo di politici ha ritenuto di esercitare il “Diritto di Odio” invece che la ragione. Voglio ricordare l’articolo di un magistrato, Felice Lima, sul “Giornale del Misfatto Quotidiano” (e dove se no?) il quale, a proposito del reato di “concorso esterno” cita diversi esempi, tra cui quello del “palo” durante una rapina: ebbene con Palamara si è verificata la stessa situazione con una unica differenza, tutti erano “pali” e “rapinatori” solo che non lo sapevano!  Resta sempre in silenzio il Presidente dei Magistrati (ma forse noi non ce ne siamo accorti) nel vano tentativo di far decantare il clamore: invece, a mio modesto parere il Presidente della Repubblica nonché del CSM, deve esser il primo a gridare ed a gridare più di tutti, certamente più di Bonafede, indifendibile prima ed ancor meno oggi. A meno che si voglia mettere la sordina (non dico la mordacchia, ormai impossibile) nella speranza NON VANA, che cali una coltre di ovattato, complice, omertoso silenzio che, comunque, gli italiani ed i nostri “amici” europei non dimenticheranno facilmente … a meno che non siano del Pd!

Elio Bitritto

 

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