Le prime pagine dei quotidiani del 22 maggio … e del 23

La notizia più importante del giorno 21 maggio viene data dal giornale “La Verità”  riferisce degli sporchi intrallazzi (perché solo così possono essere definiti) di alcuni magistrati posti in posizioni apicali tra il CSM e l’ANM tesi a screditare l’immagine e l’azione del ministro dell’interno in carica Matteo Salvini.  Ciò che emerge è la totale estraneità ai reati contestatigli per i quali dovrà essere processato “poprcheria” che comunque andava fatta per distruggere il ministro, In base a quali criteri? Due fondamentalmente, l’antipatia, meglio, l’odio personale, ovvero la diversa visione politica, naturalmente di contrapposizione alla destra, qualunque essa sia. Posso capire che lo scoop de La Verità possa aver spiazzato gli altri giornali, soprattutto quelli “grandi”, ciascuno dei quali, da solo, ha una tiratura maggiore di quelli di destra messi insieme. Ammesso che sia così (non ci credo ma lo spiegherò più avanti), mi sarei aspettato che ieri, 22 maggio, la notizia fosse ripresa da tutti gli altri quotidiani: invece, cercando sulle prime pagine degli stessi 10 quotidiani a tiratura nazionale consultati ieri non ho trovato traccia della notizia: ho aspettato che, magari per problemi di organizzazione la notizia dovesse essere ripresa il giorno dopo, cioè oggi 23 maggio: invece praticamente niente ad eccezione di due soli quotidiani, il Fatto  (Minisci –ANM- “spinse” la protetta di Prestipino) e Il Riformista (Basta fare il megafono dei PM): per il resto niente, nel senso che per questi quotidiani la notizia era una NON NOTIZIA, tra l’altro non facendo  alcun cenno alla porcheria che si stava realizzando nei confronti del ministro perché il primo, noto pr essere stato (e forse lo è ancora) il megafono delle procure con la pubblicazione anche di particolari che nulla avevano a che fare con l’accusa ma importanti per “delineare” la personalità dell’accusato di turno e l’altro che sembra scoprire ora che certi giornalisti si dedicano all’ampliamento vocale delle esternazioni, lecite e non, dei PM: ecco dunque il secondo motivo per i quali ancora oggi si preferisce ignorare la notizia (così come la ignora la FNSI che sembra attenta a censurare sempre e solo gli stessi giornali e giornalisti): addirittura viene ignorata, stavo per dire CENSURATA, anche la telefonata di Mattarella a Salvini. Oggi siamo informati, sempre da La Verità, di altri particolari della vicenda che, a mio parere personale, è di una gravità inaudita e che richiederebbe una azione repressiva immediata da parte dell’organo di autogoverno, vale a dire quello stesso CSM che in qualche modo si è reso “complice” di tutta questa vicenda non avendo saputo vigilare abbastanza. Di qui la necessità di riformare profondamente questo “potere” intanto nel maccanismo di costituzione del CSM che dovrebbe essere formato da membri sorteggiati all’interno di una serie di nominativi di magistrati con opportuna anzianità, capacità, distanza (per lo meno pubblica) da certi pronunciamenti: oltre che da membri laici, sempre sorteggiati con lo stesso criterio, tra avvocati di chiara fama, giuristi e docenti universitari: così si limiterebbe il “potere” delle correnti, veri e propri centri di potere come ampiamente dimostrato da questa vicenda. E se non mi meraviglia l’inerzia del vice presidente del CSM, Ermini, mi meraviglia molto (ma io sono un ingenuo e non addetto ai lavori) che il presidente Matterella si sia limitato ad una affettuosa telefonata a Salvini invece che ad una convocazione immediata del plenum del CSM con un solo argomento all’OdG, le dimissioni dell’intero consiglio.

Elio Bitritto.

 

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