L’In … Dipendenza della Magistratura

Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia ed il ministro dell’interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa centri la procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico al di là del lato politico. Tienilo per te, ma sbaglio?” (chi parla è il capo della procura di Viterbo Paolo Auriemma).

No, hai ragione … Ma ora bisogna attaccarlo” (chi risponde è Luca Palamara).

Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui … E tutti pensano cha ha fatto benissimo a bloccare i migranti che avrebbero dovuto di nuovo da dove erano partiti”. (chi ribatte è ancora il capo della procura di Viterbo Paolo Auriemma).

I dubbi persistono “Indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili”. (ancora il capo della procura di Viterbo Paolo Auriemma).

Scambio di battute tra Renato Panvino, capocentro della DIA di Catania, e Palamara che confessa “è una cosa complessa. Sarà comunque un casino”. Ribatte Panvinoio credo che rafforzano Salvini così”. Risponde PalamaraLo temo anche io”.

Qui di seguito alcuni “francesismi” sempre di Luca Palamara: parlando con l’ex presidente dell’ANM, Francesco Minisci dichiara “C’è anche quella merda di Salvini ma mi sono nascosto”; cambia interlocutore ma il francesismo è assimilabile “Cazzo ho Salvini davanti”. Ad un certo punto telefona alla madre e le chiede se per caso le TV inquadrino pure lui in aeroporto “Salvini davanti a me, controlla se ci inquadrano. Sarebbe la fine”. La madre risponde “Lo sarebbe per te”. Ancora con la madre “Salvini sul mio stesso aereo posti a metà aereo:  bisogna riconoscere che su questo sono imbattibili” e la madre “Lo so”.

Tralscio altri aspetti di minore impatto politico e passa ad una chat tra Palamara e Bianca Ferramosca componente della Giunta esecutiva dell’ANM che il 25.11.2018 si rivolge a “Luca mio …” per segnalare che una toga ha osato dare ragione a Salvini: il magistrato è Antonio Sangermano, tra gli inquirenti del processo Ruby e quindi lontano dalla destra: la signora dichiara “Oggi Sangermano ha fatto intervento nel Comitato Direttivo Centrale praticamente contro di me perorando una linea filogovernativa sul DL Sicurezza”: e poco dopo aggiunge “In separata sede ma davanti a tutti quelli del gruppo ho posto la questione ed ho avuto l’appoggio di una buona parte di noi”. Concludendo “La cordata Sangermano Saraco (Antonio Saraco, dimessosi nel dicembre 2019 dall’ANM proprio in polemica con la gestione del caso Palamara) è pericolosissima”. Chiudo su un altro attacco a Sangermano da parte di Nicola Di Grazia giudice a Tivoli per le dichiarazioni che il Sangermano aveva fatto su Piercamillo Davigo accusato di “populismo giudiziario” e per le dichiarazioni in difesa di Berlusconi sulla applicazione retroattiva della Legge Severino (espulsione dal Senato). Di Grazia dice a Palamara “Guarda che questo ci scappa di mano: sta cercando visibilità politica personale”. Ma Palamara lo tranquillizza “Oggi gli ho dato altolà … O chiarisce lui o gli chiedo io chiarimenti … Non è la linea politica del gruppo”. Tutto quello che ho scritto è stato sbobinato dalle intercettazioni telefoniche della magistratura di Perugia e purtroppo non è tutto dato che altri magistrati sono coinvolti e, addirittura, è stato tirato in ballo lo stesso David Ermini, vicepresidente del CSM. Tra le altre intercettazioni i giudizi su questo o quel magistrato che possa andare in quella procura o in quell’altra: insomma una porcheria totale che si traduce in alcuni fatti, non ipotesi: favoritismi totale dipendenza, di quelli che “contano”, dalla politica, condizionamenti ma, sopreattutto scelte politiche alla faccia della virginale  indipendenza: insomma in tutto questo “troiaio” manca solo Mattarella! Ah già! Dov’è  Mattarella?

Elio Bitritto

P.S.: Intercettazioni riportate da “La Verità” ed altri quotidiani nazionali e da Face Book.

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