La Globalizzazione e i veri sovranisti

Sarà giunto il momento di ripensare alla globalizzazione? Sarà giunto il momento di ridare valore ad un personaggio come Dominique Strauss-Kahn già presidente del Fondo Monetario Internazionale che diceva (o forse prediceva) “Il successo delle democrazie occidentali all’indomani del secondo dopoguerra fu raggiunto perché lo Stato-Nazione riuscì ad individuare il punto di equilibrio tra produzione della ricchezza e ridistribuzione di essa per mezzo della leva fiscale”. La decisione di ridurre, fino ad abolire in qualche caso, la sovranità dei singoli Paesi, soprattutto dal punto di vista monetario ha portato ad un aumento del gap tecnico-finanziario tra questi stessi Paesi. Ancora oggi si pensa che la libera circolazione di merci e capitali sia una conquista e la prova provata che si debba abbandonare il concetto di nazione per accettare il concetto di Unione o Comunità. La prova che la ridotta “sovranità” sia sotto gli occhi di tutti è data dalla Germania e da una Francia che ha preferito farle da spalla (anche perché poteva contare sui capitali delle ex colonie) anziché farsi sopraffare: l’altra prova è data dalla uscita della Gran Bretagna che ha “visto” la prevalenza della Germania in ambito europeo ed ha preferito ricordare le parole della Thatcher, altra inascoltata Cassandra, “… un classico progetto utopistico, un monumento alla presunzione degli intellettuali, un programma il cui inevitabile destino è il fallimento, e di cui solo le dimensioni finali dei danni restano da vedersi”. E ci voleva un altro tassello “globalista”, il Covid-19 per evidenziare la scelta da parte di tutti i Paesi, di proteggere innanzi tutto, i propri confini, i propri privilegi, le proprie caratteristiche: così la necessità di mettere mano al portafogli per salvaguardare, almeno in parte, l’economia dell’UE ha mostrato e dimostrato, una volta per tutte, che questo mostro giuridico è germanocentrico, come la recente decisione della C.C. tedesca ha sentenziato ponendo il divieto alla BCE di acquistare titoli di stato: in pratica ha sancito, se mai i vari europeisti non se ne fossero accorti, la supremazia del diritto germanico su quello di tutta Europa. E così ricordo il recente accordo tra Francia e Germania per una leadership di fatto sull’intera UE, leadership che, soprattutto ora che la GB se n’è andata, non può che rafforzarsi. A questo punto bisogna porsi la domanda: in questa UE, che bisogno c’è di una leadership se siamo tutti uguali, se meritiamo di essere aiutati nel momento del bisogno, se abbiamo lo stesso imperativo dell’accoglienza che viene sistematicamente disatteso? Le formazioni politiche che fanno capo al Pd in Italia continuano ad accusare la destra di “sovranismo” e “populismo” (quando poi non si cade nel ridicolo delle attribuzioni di fascismo elargite come fossero confetti di nozze): si invoca la “libera circolazione” delle merci, dei capitali, delle idee ma si fa un netto distinguo quando la libera circolazione riguarda i clandestini che hanno tutto il … diritto di restare in Italia invece di andare dove desiderano e dichiarano di voler andare e l’Italia ha tutto il dovere di mantenerli. Ancora, per dirla con Sapelli, “bisognerebbe chiedersi se l’UE è uno stato di diritto: si parla di Comunità europea ma non esiste una Costituzione europea e i diversi tentativi sono stati tutti respinti: l’UE non è uno stato federale (USA) e neanche confederale (Svizzera); c’è una Corte di Giustizia ed esiste un Parlamento che non promulga leggi, compito che viene affidato alla Commissione Europea”. In pratica Non è ben chiaro che “entità” sia mentre se ne conosce l’enorme potere …. ma soggetto al parere, alle decisioni, alle sentenze della Corte Costituzionale tedesca! Ma vi pare possibile? E in Italia si paventa il sovranismo ? ma dove vivete? Ricordo infine una frase di Jean Monnet, uno dei padri dell’UE, per me agghiacciante e che ho riportato più volte nei miei articoli su questa Europa “Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso un superstato senza che le loro popolazioni si accorgano di quanto sta accadendo. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso passi successivi ognuno dei quali nascosto sotto una veste e finalità meramente economica”. Per me questa si chiama TRUFFA perché non era e non è l’Europa che, in buona fede, si voleva:

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: