Razzismo e discriminazione secondo Luxuria e “gay.it”

Gay o neri? Questo è il NON problema di Wladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria e di gay.it. Giusto ieri evidenziavo come il diritto di pensiero e di parola fossero conculcati dal pensiero politicamente corretto che domina in tutti i settori creando vere e proprie discriminazioni ridicole e illogiche. È fuori discussione che l’orientamento sessuale non può essere discriminante sul posto di lavoro, a scuola, in tutti i settori della vita sociale perché i gay (dico gay per indicare genericamente tutto quel mondo diverso da ciò che la vulgata considera “normalità”) sono cittadini come tutti gli altri e come tali non hanno maggiori diritti o maggiori doveri. Ma questo è un limite perché insultare un gay dandogli del “frocio” (come elegantemente si compiace di definirli l’on Cirinnà), non può essere un insulto di maggiore peso giudiziario di che venga definito “st…zo” o “cor..to”: così definire una donna “put..a” non comporta una maggiorazione della pena dato che l’insulto è insulto e viene già sanzionato dalla legge. Mi pare che si sia dunque giunti ad accettare l’opposto, vale a dire una maggiore tutela dei gay nei confronti dei cosiddetti normali: e questa è una discriminazione vera e propria di cui dovrebbero dolersi innanzi tutto loro dato che vengono di fatto “inquadrati” in una diversa categoria di esseri umani. Così come a me pare assurdo che si possano “dissacrare” tutti i comportamenti umani, anche quelli più intimi come la fede in questa o quella religione ma non i gay: non possono essere oggetto di satira, di scherzo, di sottintesi come accade a tutti gli esseri umani: con ciò ribadendo la loro appartenenza ad una diversa categoria di esseri umani. Torniamo al/alla protagonista di questo articolo, Vladimir Lussuria e “gay.it” che si ritengono indignati da una diretta social in cui viene ricordato un episodio che risale a diversi anni orsono. Il protagonista in negativo è Fabio Cannavaro che ride ricordando un episodio accadutogli mentre era a Milano in compagnia di un ex giocatore del Parma, Faustino Asprilla: in pratica il colombiano ricorda un episodio accaduto a Milano che riporto quasi integralmente: “Siamo andati al ristorante con Crippa, e dopo andavamo all’Hollywood: avevamo bevuto champagne, tequila, di tutto. Eravamo un po’ ubriachi. A un semaforo c’era un finocchio lì di fianco, che si vestiva da donna, lì a Milano. Allora gli ho detto, “vieni, quanto costa passare la notte con te?”. “Non costa niente perché a me non mi piacciono i neri”. Cosa hai detto pezzo di merda? Figa. Sono andato fuori, lui correva io dietro, questo lo picchio dicevo a Massimo, io con il cinturone dietro a quel finocchio, che è scappato”. E giù la risata di Cannavaro: risata che non è piaciuta a Luxuria ed a “gay.it” che su Twitter hanno scritto: “In una diretta Fabio Cannavaro ride di gusto nell’ascoltare l’ex calciatore Faustino Asprilla raccontare che, ubriaco, sentendosi rifiutato per il colore della pelle a Milano da un “finocchio vestito da donna” si è tolto la cintura per rincorrerla e picchiare. È  sport questo?”. Forse Luxuria non sa cos’è la sport se si pone una domanda idiota come questa. Si associa il sito gay.it che in un articolo si chiede: “Ma cosa ci sia da ridere, nel 2020 e in diretta social, nel ricordare un episodio di cotanta gratuita e violenta omofobia, non è propriamente chiaro”. Ecco, questo è un tipico esempio di discriminazione da parte dei gay: che qualcuno si vesta da donna a me farebbe ridere senza per  questo la mia risata debba essere considerata una offesa! Ma c’è di più: sia Luxuria che il sito non hanno rilevato che il travestito abbia discriminato Asprilla in quanto nero! E se questa non è discriminazione !!!

Elio Bitritto

 

 

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