Il bue dice cornuto all’asino

Il Pd ed i reggicoda del Movimento hanno fatto e stanno ancora facendo una bagarre sul trasferimento nelle RSA lombarde di pazienti Covid-19 con conseguente “eccidio” degli anziani ospiti: la realtà dei numeri è impietosa al punto che è di poche ore fa l’ipotesi di Crimi (attuale reggente M5S) di commissariare la Sanità lombarda. Tutto nasce, come ormai saprete, dal fatto che nelle strutture RSA lombarde, in piena emergenza di ricoveri, sono stati ospitati pazienti Covid esterni. Detta così sembrerebbe un atto se non criminale, almeno demenziale al punto che le procure, giustamente, indagano. Se non che si scopre che anche a Cremona si è verificata la stessa strage di anziani: e certamente i lettori mi faranno notare che Cremona è in Lombardia  e quindi è una non notizia che porterà altra acqua al mulino del Pd e soci. Invece NO! le morti nella RSA di Cremona  sono di marca locale, più esattamente Pd! Infatti l’RSA di Cremona, “Cremona Solidale”, è un’Azienda speciale comunale ed ha accolto pazienti Covid 19 dimessi dagli ospedali lombardi. E allora?  Allora il relativo CdA è nominato dal sindaco che, guarda il destino rio e beffardo, è del Pd.! Si può? Certo che si può! E allora cosa è accaduto? Con un po’ di pazienza vi spiego tutto: come sapete la Regione Lombardia è indagata dalla magistratura per il sospetto di aver chiesto ed ottenuto lo scorso 8 marzo dal Pio Albergo Trivulzio ed altre Residenze per Anziani, su base volontaria, appositi reparti in cui ospitare pazienti stabilizzati in via di guarigione. La nota passa sotto traccia finché non esplode il caso della Baggina (è il 4 aprile) e la Giunta Regionale viene accusata di aver spedito infetti al fianco degli anziani, provocando l’ingresso del virus nelle strutture assistenziali. Tra i più critici c’è ovviamente il Pd locale, che cavalca la polemica e per bocca del segretario regionale, Vinicio Peluffo, afferma: “È stato come buttare un cerino in un pagliaio”. La notizia viene cavalcata anche dal sindaco Pd di Cremona, Gianluca Galimberti che, a Porta a Porta, accusa in diretta Fontana di “mancanza di strategia”. Ancora non sa il sindaco, forse, che intanto nella sua struttura, “Cremona Solidale”, i decessi sono aumentati del 165%. Ad un certo punto il consigliere Saverio Simi di FI in regione rivela che “… un amico mi segnala che dall’ospedale gli avevano chiesto se era d’accordo a inviare un parente nella struttura in questione” (Cremona Solidale ndr). La segnalazione fa scattare un campanello d’allarme e le opposizioni di destra a Cremona si chiedono se nella struttura siano stati accolti pazienti Covid esterni. A distanza di 10 giorni la RSA comunica che “… in sintonia con l’Amministrazione comunale abbiamo deciso, dopo le necessarie verifiche ed approfondimenti, di non rispondere positivamente alla richiesta”. Il comunicato prosegue precisando che occorre fare un “discorso diverso per la l’area deputata alla Cure Intermedie, in cui – già ora ed a seguito dei tamponi eseguiti – è stato attivato un nucleo speciale Covid”. In pratica si vuole capire se “l’area deputata alle cure intermedie sia utilizzata per i “Covid” interni o anche per quelli esterni. Questa distinzione non assolve il Pd perché ratifica che anche a Cremona è stato seguito lo stesso criterio della Regione Lombardia. Intanto il tempo passa ed il 21 aprile il capogruppo di FI in comune, Carlo Malvezzi, chiede al Sindaco se nella struttura erano presenti pazienti Covid esterni: la risposta fu negativa anche se si riservava di valutarne l’ammissione per il futuro. Dopo nove giorni, il direttore generale di Cremona Solidale spiega che già dal 31 marzo erano arrivate due persone dall’esterno, poi diventate 13 dopo un mese. Il Pd precisa che non c’è inganno dato che “ … alcuni pazienti Covid dimessi dall’ospedale sono nella palazzina delle cure intermedie, gestita sempre da Cremona Solidale, ma struttura diversa, sia fisicamente sia come funzione”. In pratica la RSA di Cremona dichiara “ Noi abbiamo condiviso la scelta di acconsentire il passaggio di pazienti che andassero lì e soltanto lì  in una struttura specifica a sé stante, con protocolli specifici e preso atto che purtroppo c’erano già tantissimi pazienti positivi, quindi il reparto non era più Covid free“. Questo si chiama truffa ideologica perché il Pirellone non ha mai invitato nessuno a mescolare anziani e infetti, anzi: chiedeva alle Rsa di mettere a disposizione “strutture autonome dal punto di vista strutturale e organizzativo”. Proprio come fatto dall’azienda del Comune Pd. Intanto sui muri di Milano fanno bella mostra di sé  scritte in rosso, con tanto di falce e martello, “Fontana un assassino”: in pratica la stessa scritta che rappresentò la condanna a morte del commissario Calabresi: la stessa matrice comunista, gli stessi compagni che … sbagliano, la stessa presunzione di processare per direttissima e sulle piazze chi la pensa diversamente.

Elio Bitritto

 

P.S.

Qui di seguito il documento che rivela come anche la Regione Lazio abbia attivato le stesse procedure della Regione Lombardia  senza che nessuno si sia indignato e, a quanto si legge dai giornali, senza che nessun magistrato abbia trovato nulla di strano.

Il documento “Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19” inviato dal Ministero della Salute, Direzione generale della Programmazione sanitaria, con nota prot. 0007865 del 25 marzo 2020, nell’ambito delle strategie di prevenzione, assistenza e controllo del contagio segnala “l’emergenza connessa agli ospiti/pazienti ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistite, per i quali è necessario attivare una stretta sorveglianza e monitoraggio nonché il rafforzamento dei setting assistenziali. Nelle RSA alberga la popolazione più fragile ed esposta al maggior rischio di complicanze fatali associate all’infezione da COVID-19 e considerata l’esperienza delle Regioni precocemente colpite dalla pandemia, è necessario identificare prioritariamente strutture residenziali assistenziali dedicate ove trasferire i pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, per evitare il diffondersi del contagio e potenziare il relativo setting assistenziale”.

A voi i commenti che riterrete opportuni.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: