Macerie Italia

Disastro Italia e disastro classe dirigente: non si sa a che santo votarsi per avere il miracolo di un Paese all’altezza della sua storia. Cominciamo dai piani alti dove è in atto una guerra non dichiarata, tipo uno dei tanti conflitti che insanguinano l’Africa e di cui nessuno parla: vero è che di quei conflitti non ce ne può fregar di meno, dato che anche noi abbiamo i nostri (qualche benpensante si scandalizzerà per questo mio cinismo), dato che proprio di quelli interni a noi si deve parlare, si devono stendere tutti i panni sporchi, prima che vengano sbianchettati (come a suo tempo …). Cominciamo dal vertice, dal “conflitto/accordo” magistratura/politica:lo scandalo che vede coinvolto un qualificato rappresentante della magistratura probabilmente non è che la punta dell’iceberg  di un mondo di relazioni, picche e ripicche che al solo pensarle viene il disgusto: un modo di fare che vede coinvolti da una parte politici, in pratica gli uomini e le donne che rappresentano tutti gli italiani al di là dell’appartenenza politica e quindi anche me, e dall’altra la Magistratura nella sua più alta rappresentanza, il CSM, vale a dire i personaggi che direttamente o indirettamente sono chiamati a giudicare del comportamento di altri uomini e donne in nome … del popolo italiano! Del Popolo Italiano? Ma fatemi il piacere, politici e magistrati siete uguali a tutti gli uomini, grandi e piccoli, onesti e disonesti che compongono questa nostra società con la differenza che non vi vergognate e siete pure stratutelati e strapagati per evitarvi le “tentazioni”. Scendendo un gradino, un solo gradino, troviamo ancora un politico ed un magistrato che si rinfacciano accuse e sospetti allucinanti con sullo sfondo la mafia. Da una parte un magistrato, notissimo alle cronache per la sua lotta (posto che sia vera gloria) alla mafia ed un ministro della Repubblica importante in quanto “addetto” alla Giustizia, che si rinfacciano accuse più che imbarazzanti, disgustose. Naturalmente non so, non sappiamo e forse mai sapremo chi dei due mente: io so solo che i mafiosi, anche quelli con le accuse più gravi, sono agli arresti domiciliari e soprattutto, il ministro NON può dire che le decisioni sarebbero state prese senza che ne fosse a conoscenza anche perché non credo che le liberazioni siano state effettuate in un solo giorno! Ma so che anche l’altro, il magistrato, ci mette due anni a formulare la sua accusa: in pratica entrambi i personaggi si sono comportati come quei mafiosi che ogni tanto, a distanza di anni, coinvolgono questo o quel personaggio, questo o quel politico: a pare mio sono da cacciare tutti e due. Scendendo un altro gradino ci troviamo alle prese con un governo che non sa che pesci pigliare, se non forse quelli che vanno direttamente in faccia: promesse di soldi che non arrivano o che arrivano con il contagocce, finanziamenti, idem, contrasti con i governatori, materiale sanitario  pagato e sparito, generalizzazioni nei comportamenti che non hanno tengono conto delle diverse realtà nelle varie regioni, decreti che si fanno attendere al punto che prendono il nome di Decreto … di Marzo e lo si presenta in Aprile o quello, ultimo di Aprile che lo si presenta anzi lo si presenterà a Maggio, forse! Passiamo ora ad un altro politico, il Ministro dell’Agricoltura: questa decide di “regolarizzare” per sei mesi e forse per altri sei, gli immigrati irregolari (se fossero regolari non sarebbe necessario regolarizzarli!): per quale motivo? Tempo di raccolta dei prodotti ortofrutticoli:  certo, considerando quello che è successo la proposta sembra ragionevole ed allora dov’è lo scandalo? Non è uno scandalo, è una vergogna perché per questi lavori SOTTOPAGATI, in regime di vero e proprio SFRUTTAMENTO, occorrerebbero 200.000 addetti ma la signora ne vorrebbe regolarizzare 600.000 o forse solo 350.000 e comunque non si capisce perché 350.000 se lei stessa indica in 200.000 il numero. E gli altri? Li teniamo ancora in albergo a far niente? Aggiungiamo poi che con le massicce importazioni di prodotti agro-alimentari che l’UE ci impone (attraverso la riduzione o l’eliminazione dei dazi dai Paesi nordafricani) non ha senso “raccogliere i prodotti italiani) visto che le multinazionali ed i grossisti compreranno al minor prezzo ed avremo, come ogni anno, filmati di proteste degli agricoltori italiani che distruggono i propri raccolti di agrumi, frutta, pomodori, olio che hanno un costo decisamente maggiore, non foss’altro che per le regole che devono seguire per essere in regola diversamente dai produttori stranieri. E poi, con oltre un milione di percettori del reddito di cittadinanza, di cui poche migliaia lavorano, perché non costringere costoro a lavorare? E non vogliamo contare i disoccupati in Italia? Perché non chiamare loro al lavoro PRIMA  degli immigrati? E, per limitare il caporalato (dico limitare perché so perfettamente che il “caporalato” non lo distruggiamo perché NON lo vogliamo distruggere) perché non tornare ad utilizzare i voucher  che costituirebbero una “certezza”  di pagamento? Senza contare che gli sbarchi continuano e della famosa “ripartizione” nell’UE di cui il ministro dell’interno tanto si vantava con la vanagloria tipica di un qualsiasi “miles gloriosus” non se ne parla neppure. E vogliamo dimenticare che, sistematicamente, la Germania impone all’UE le sentenze della propria Corte Costituzionale che, SOVRANISTICAMENTE sentenzia che se le decisioni della BCE sono in contrasto con le leggi tedesche non vengono accettate: dobbiamo dedurre che la “Costituzione più bella del mondo” sia stata sostituita dalla Costituzione tedesca? MA MI FACCIA IL PIACERE! Chiudo con un’ultima nota di rammarico: ma il Presidente della Repubblica dove sta?

Elio Bitritto

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