Apocalisse oggi

Leggo l’ennesimo ottimo articolo relativo ai pericoli legati al cambiamento climatico che cita anche studi, recenti e passati sulla “liberazione” su agenti patogeni, batteri e virus, presenti nei ghiacci che si stanno sciogliendo: studi proposti da alcuni rapporti del WWF, Greenpeace e virologi come la Capua che già conoscevo. È di tutta evidenza che lo scioglimento delle nevi, del permafrost e dei ghiacciai continentali e polari potrebbe portare alla “liberazione” di agenti patogeni a noi sconosciuti e verso i quali potremmo essere impotenti. Oltre questo “nuovo” pericolo, anche quello che potrebbe derivare da una crescita delle popolazioni urbane legata anche agli inevitabili esodi climatici che comporteranno due alternative: l’espansione delle periferie, ovvero l’antropizzazione di nuovi spazi verdi a discapito di specie animali in qualche modo “protette” nel loro habitat.  Colgo però da questa alternativa una contraddizione: dall’occupazione di spazi nuovi e conseguentemente dai “contatti” con specie animali tipiche di quegli ambienti, potrebbe derivare il famoso “spillover” vale a dire il “salto” di un agente patogeno dall’animale all’uomo; così come, l’espansione delle periferie con l’arrivo di altri abitanti potrebbe creare l’intensificarsi di situazioni di disagio creando condizioni di conflitto sociale (già esistenti in molte città). Altra contraddizione è legata a quella affermazione da parte di alcuni virologi secondo i quali il Covid-19 con il prossimo caldo estivo potrebbe perdere efficacia, potrebbe in pratica sparire da solo.: ciò che contrasta in parte con il fatto che l’aumento della temperatura “ucciderebbe” il Covid e, perché no? anche altri agenti patogeni. Infine un cenno alla CO2: si attribuisce a questo gas (in realtà a chi produce questo gas, l’uomo)  l’alterazione del clima: ebbene una osservazione recentissima mostra come, nonostante il fermo quasi totale nel mondo intero delle attività industriali, del movimento di auto, navi e aerei, dello stesso riscaldamento domestico ridotto a causa di temperature più che accettabili, la presenza in atmosfera di questo gas continua ad aumentare come dimostra il grafico prodotto dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration (Mauna Loa – Isole Hawaii). Ma anche l’osservatorio spagnolo di vigilanza atmosferica  a Tenerife registra una concentrazione di CO2 record ed in linea con i valori registrati dal NOAA. Però la mia formazione scientifica (sono un geologo) è scossa da una serie di contraddizioni … scientifiche.  Come non ricordare che per l’Onu dovevamo morire tutti nel 2000 e in effetti diceva la stessa cosa negli anni ottanta: il quadro doveva essere il seguente temperature cresciute  in modo abnorme, il livello dei mari cresciuto di 1,5 m, città sommerse, esodi biblici che non risparmiano i ricchi (le coste orientali degli Stati Uniti) e i poveri (90 milioni di persone del Bangladesh che si rifugiano tra le montagne dell’Himalaya, senza contare Venezia o le Maldive. Ma perché non ricordare che negli anni settanta gli “studi” prendevano in considerazione l’arrivo di una nuova era glaciale (famosissimo l’allarme lanciato da Newsweek Magazine del 28.04.1975). Ciò mi costringe a rilevare, ancora una volta, senza avere mai risposte, che il “motore” del clima nel mondo non è l’aumento di CO2 come ritiene l’IPCC (di cui, ricordo, qualche dato è stato “adattato”) se non in parte, ma il Sole e l’insieme dei fenomeni legati al movimento della Terra e della Luna oltre che allo spostamento delle masse continentali: argomentazioni che non vengono praticamente prese in considerazione dall’IPCC e da tutti coloro che si adeguano alla vulgata catastrofista e della Greta Thunberg.

Elio Bitritto

 

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