L’Italia ce la può fare se confida in se stessa

“Per noi sarebbe un errore
voler fare da soli. Come può l’Italia minacciare di uscire dall’Europa e dall’euro? Imboccheremmo una strada che ci porterebbe a un default”. Cosi Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera del 22 aprile scorsa. A queste affermazioni intendo replicare con questa risposta.

 

Il pezzo di Alesina/Giavazzi NON è giornalismo, è terrorismo psicologico. Non vedono alternative all’appartenenza dell’Italia all’UE. Per loro tutto si riduce a ‘liquidità’ e PIL. Ragionamento da schiavi mentali. L’Italia risorta dopo la seconda guerra mondiale, usando la lira ed una Banca d’Italia al servizio dei suoi imprenditori è diventata la 5a/6a potenza economica mondiale prima di cadere nelle sabbie mobili dell’euro. Perché un secondo ‘miracolo economico’ non potrebbe avvenire, se solo banchieri, imprenditori, lavoratori, il popolo italiano, si stringessero insieme per il bene della Patria? Purtroppo è la classe dirigente italiana che si è venduta agli interessi stranieri e fa discorsi catastrofici come quello che ci hanno servito Alesina/Giavazzi alla vigilia di un incontro a livello europeo che avrà una portata storica fondamentale. Gente come loro forse capisce ma non ammette che la centralità nell’esercizio del potere si sta spostando nel corso del XXI sec. dalla decadente civiltà atlantica /continentale – espressione del liberismo mondialista – verso una rinascente civiltà mediterranea. L’avvenire dell’Italia? Essere protagonista nella nascitura Confederazione di Stati Mediterranei. A causa della pandemia, paradigmi nuovi e modelli di appartenenza nuovi. Ma cosa fanno Alesina/Giavazzi? Ci ripropongono una ‘ribollita’ atlantica, dimenticando che la seconda guerra mondiale è finita nel 1945.

Filippo SALVATORE

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