SURE, bluff della UE

Il solito gioco da moderni magliari dell’UET (acronimo per indicare Unione Europea Tedesca) non è aiuto ai disoccupati, ma altro debito! L’ineffabile Von der Leyen su Repubblica dà notizia della soluzione ai problemi della pandemia attraverso il programma SURE acronimo di derivazione inglese che vuol dire “Sicuro”: più esattamente sta per “State sUpported shoRt-timE work” (lavoro ridotto supportato dallo Stato): in  pratica meno giorni o ore di lavoro per salvaguardare il posto ed evitare i licenziamenti: il tutto attraverso l’erogazione FINO a 100 miliardi di euro. La frase sembra rassicurante sia perché si salvaguardano i posti di lavoro, sia perché si salvaguarda l’esistenza stesa della Azienda, sia perché a tutela di ciò c’è lo Stato. Andando nel dettaglio  si deve notare che la signora Ursula non ha chiarito le condizioni che chiamano in causa lo Stato. In pratica non sono risorse che possano essere utilizzate senza un costo, ma devono essere messe in Bilancio, devono essere restituite e quindi andrebbero ad appesantire il Debito Pubblico: basta la parola, l’impegno a restituire il prestito? No! Occorrono “…garanzie certe irrevocabili, liquide e immediatamente esigibili alla commissione affinché la commissione possa emettere sul mercato i titoli necessari a raccogliere le risorse da prestare agli stati in difficoltà”. Altra dimenticanza di Ursula si riferisce al fatto che la partecipazione al programma è su basi volontarie e che questo parte soltanto quando tutti gli stati membri metteranno a disposizione della commissione le garanzie necessarie. Finita qui? Neanche per sogno, ci sono altre condizioni preliminari perché il tutto venga attivato: FINO a 100 miliardi non significa che quella cifra sarà disponibile dato che dipende dalle garanzie che ciascun Paese metterà “volontariamente” a disposizione oltre al fatto che l’utilizzo complessivo annuo sarà al massimo del 10% (ripeto 100 miliardi se TUTTI i Paesi concorreranno e non è detto che ciò avvenga). Altra omissione è l’aver taciuto, ma forse pensava che gli interlocutori non se ne accorgessero, il fatto che molti Paesi non hanno floride finanze come la Germania e quindi per raggiungere la cifre di 100 miliardi saranno necessari tempi lunghi. In sintesi, per la fase più acuta della recessione e fino alla sua conclusione, potremo avere a disposizione, in uno scenario ottimale ma altamente improbabile, qualche centinaio di milioni in prestito, sui quali risparmiare qualche milione di spesa per interessi, ma dopo aver impegnato 2 o 3 miliardi in garanzie “irrevocabili, liquide e immediatamente esigibili”.

Un affarone. Non possiamo non ringraziare la signora Von der Leyen! Ma non posso fare a meno di pensare che, se avessimo una banca centrale ordinaria, come la FED, ciascuno stato potrebbe ottenere, subito e senza preliminare immobilizzo di garanzie, le risorse non solo necessarie, ma anche urgenti per il sostegno ai redditi delle famiglie. In pratica questa soluzione è meno impegnativa ma ugualmente truffaldina del MES! Eternamente grati alla signora von der Leyen ed al suo datore di lavoro l’UET!

Elio Bitritto

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