OMS, MES, UE

Non v’è chi non riconosca queste sigle, tutte drammaticamente alla attenzione di noi tutti: sigle che dovrebbero rappresentare la “summa” delle cosiddette “buone intenzioni” del genere umano. Sigle che rappresentano invece la “summa”, la prima della scarsa capacità organizzativa (nonostante in premessa si dichiari “Organizzazione”): le altre dell’egoismo più abietto, anche in questo caso con termini come Unione e Stabilità al cui confronto Giuda, Bruto, Quinsling (tre nomi a caso) fanno la figura di dilettanti. Qualche considerazione, tanto per dare contenuto a questo articolo.

Ranieri Guerra, vice direttore vicario dell’OMS “L’Italia all’inizio è stata lasciata sola”: e ancora “Una vergogna”. Queste le parole che l’alto rappresentante italiano presso l’OMS ha pronunciato nel corso della trasmissione a Radio Capital durante il programma Circo Massimo. Probabilmente il ruolo che questi ricopre all’interno dell’OMS gli consente di fare certe affermazioni ed è molto esplicito nell’individuare questo “abbandono” nell’atteggiamento dell’Europa al punto che dichiara “Non c’è coesione, in nessun ambito europeo. Abbiamo visto un rischio di disintegrazione dell’Unione europea. È incredibile che, a distanza di un paio di mesi dall’inizio dell’epidemia ancora gli stati membri non riescano a trovare una risposta comune. L’Italia all’inizio non soltanto è stata lasciata sola ma è stata anche isolata. Questa è una vergogna”. Commenti?

Le altre due sigle penso possano essere trattate insieme tanto si identificano negli scopi che, evidentemente, esulano da quelli tanto esaltati di “unione”, “solidarietà”, “stabilità”.

Soprassiedo sulle voci che attribuiscono al direttore generale del MES Klaus Regling la frase secondo cui “Italia e Spagna devono inginocchiarsi” tanto incredibile appare che un personaggio di quel livello possa davvero pronunciarla (anche se potrebbe averla pensata): ma non posso fare a meno di ritenere, come già più volte scritto su queste pagine, che questo meccanismo pone una ipoteca infinita sul destino dell’Italia perché accettare ed attingere al Meccanismo in queste condizioni equivarrebbe ad accettare tutte le riforme strutturale che l’UE chiede determinando, di fatto, un commissariamento tanto più indecente quando si pensi a ciò che ha comportato per la Grecia che, pure, è stata dallo stesso Juncker giudicata, un errore ed un eccesso. Sciacallaggio? No! Peggio! Come dire che l’Italia contribuisce con 100 miliardi al fondo, chiede 100 miliardi per tutto ciò che riguarda l’economia, soprattutto in questo frangente, ed è costretta a pagare interessi altissimi all’UE. In pratica il debito pubblico dei paesi del Mediterraneo deve restare loro, e solo loro (anche se Italia e Spagna continuano a contribuire al bilancio dell’Unione). A capo del “partito del MES” che, lo ricordo ai deboli di memoria, Gualtieri ha definito inemendabile, c’è il premier olandese Mark Rutte attraverso il suo ministro delle finanze Wopke Hoekstra secondo cui è automatica la condizione per la  concessione della attivazione del Mes alle future imposizioni ai Paesi richiedenti. Ora che gli olandesi abbiano tutto il diritto di dire e pensare quel che vogliono non sta a me sindacare: resta il fatto che questi farabutti fanno i moralisti sui conti pubblici degli altri Paesi europei quando non si vergognano di essere un paradiso fiscale immorale, indegno di stare non solo in Europa ma nel mondo intero! E come dimenticare l’atteggiamento di quei Paesi che hanno trattenuto presidi sanitari diretti in Italia o che hanno visto aiuti provenire da Cuba, Egitto, USA, Russia invece che da questa nostra “Amata Europa”!? Posso dire che questa UE, così come è, fa proprio schifo?

Elio Bitritto

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